L’ombra dell’oblio

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    Ho fatto la leva nel 1951 come alpino nella Taurinense e mi sento profondamente attaccato a quest’arma come già mio nonno Giovanni Amprino, classe 1894 che ha combattuto la Prima guerra mondiale, nel 3º Alpini, btg. Fenestrelle, partecipando alla gloriosa conquista del Passo della Sentinella. Quest’anno ricorre il centenario del Milite Ignoto che verrà ricordato con varie celebrazioni in tutta Italia. A questo proposito un Caduto della nostra famiglia, fratello di mia nonna materna, primogenito, Delfino Amprino, ha lasciato la vita in Cadore, morto sul Roteck il 4 agosto 1915. E con lui molti altri in quella funesta giornata, come raccontano le cronache di guerra. Purtroppo il suo corpo non è stato specificatamente rinvenuto, come in altri casi, giacendo in fosse comuni che hanno poi avuto sepoltura nel cimitero di guerra di Santo Stefano solo alcuni anni dopo, cimitero da me visitato più volte anche in compagnia di Paolo Tonon, che ringrazio sentitamente per la grande disponibilità e gentilezza. Varie lapidi sono anonime ricordando solo il numero delle salme sepolte. Credo sia opportuno dare loro un nome, proprio in questa ricorrenza, se non specificatamente sulla lapide, in un luogo di rimembranza che potrebbe essere anche la bianca parte dello stesso cimitero, dove ognuno potrebbe ritrovare, in ordine alfabetico, il suo caro. Sarebbe un modo di ringraziare e ricordare le tante vite spezzate in quei combattimenti e quindi trasformare la memoria in un nome, in un viso noto che rimanga e che parli alle generazioni future.

    Silvio Amprino, Avigliana (Torino)

    Caro amico, non so se il tuo legittimo desiderio potrà trovare accoglienza a livello nazionale e sul luogo dove sono morti i nostri soldati. Ma per togliere i Caduti dall’ombra dell’oblio basterebbe che fossero i loro paesi di origine a dare vita ai monumenti che riportano i loro nomi, evitando che siano soltanto degli ingombri cui nessuno presta più attenzione.