Lo slancio frenato

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    In seguito alla prima scossa di terremoto in Centro Italia del 24 agosto 2016, l’Associazione Nazionale Alpini attiva immediatamente una raccolta fondi a sostegno delle popolazioni e contemporaneamente si mobilitano i volontari Ana di Protezione Civile. Le nostre squadre, già collaudate per altre simili avversità, garantiscono in questi frangenti grande rapidità e duttilità d’azione.

    Da subito ferve l’attività del Presidente Sebastiano Favero, del Consiglio Direttivo Nazionale e della commissione Grandi Opere allora diretta da Lorenzo Cordiglia, oggi vice Presidente Ana. I sopralluoghi e gli incontri con i sindaci permettono di individuare quattro interventi, uno in ogni Regione colpita. Vengono sviluppati i progetti per la realizzazione di edifici polifunzionali a Campotosto, Accumoli, Arquata del Tronto, Preci e si aggiunge un intervento a Visso (Macerata), a favore del mondo agricolo.

    Siamo nel 2017: l’Ana è presente, operativa, pronta a iniziare con i fondi disponibili. La raccolta ha permesso di raggiungere la ragguardevole somma di 3milioni di euro, più l’impegno di una banca per un contributo di 300mila euro. Però… però… non abbiamo fatto i conti con la bizantina burocrazia statale italica! Incredibile: in fase di emergenza i burocrati continuano ad imperare e a creare disagi e ritardi, senza considerare i guai causati dal loro operato e dalla loro inerzia.

    Riusciamo a mettere in campo e a completare in tempi record l’intervento di Campotosto: l’opera genera grande entusiasmo, le Sezioni di Pordenone, Trento e Abruzzi lavorano alacremente, organizziamo una splendida inaugurazione, la popolazione e l’amministrazione comunale sono soddisfatte. Poi completiamo il cantiere agricolo di Visso grazie all’impresa delle Sezioni di Como, Lecco, Monza e Valtellinese. A questo punto, non per colpa nostra, lo slancio operativo inizia a perdere d’intensità…

    Ad Arquata del Tronto benché si debba lavorare su un’area comunale destinata ad un villaggio con moduli d’emergenza, i tempi per il rilascio delle autorizzazioni necessarie si allungano e passano mesi e mesi. A fine 2018 apriamo il cantiere sotto la neve, ma “gli alpini non hanno paura”: le Sezioni di Brescia, Salò e Vallecamonica organizzano magistralmente i lavori e con il contributo finanziario di altre associazioni riusciamo ad inaugurare l’opera nell’aprile del 2019.

    Nel frattempo l’intervento di Accumoli langue nelle pastoie burocratiche di Comune, Regione, Sovrintendenza e conferenze dei Servizi, prima indette, poi sospese, quindi rimandate e infine inconcludenti, gravate in aggiunta dalle varianti allo strumento urbanistico. Solo ultimamente la Conferenza dei servizi ha dato esito positivo e siamo in attesa del permesso a costruire. L’intervento di Preci, nonostante la disponibilità del terreno acquistato direttamente dall’Ana, si blocca per presunte richieste di prelazione agraria, poi ci sono le elezioni comunali e la mancata variante al Piano di Governo del Territorio.

    Nonostante tutto alla fine del 2019 riusciamo ad avviare un nuovo cantiere per una casetta destinata alla comunità nella frazione di Agolla, Comune di Sefro, dove l’amministrazione comunale, molto operativa, permette l’avvio dei lavori in tempi brevi: quasi non crediamo a questa impensata fortuna. Prendiamo poi contatti con l’Università di Camerino per un possibile coinvolgimento a sostegno di questo prestigioso polo universitario e con il Comune di Sarnano per un edificio polifunzionale.

    Non ci sono certezze, stiamo sviluppando le possibili iniziative progettuali e vedremo nei prossimi mesi se si concretizzeranno. Nel frattempo la Sezione Abruzzi sta completando un piccolo intervento a Lucoli che terminerà a breve, mentre si sono conclusi tanti piccoli cantieri in tutto il cratere del terremoto, grazie a Gruppi che hanno agito con le proprie squadre di volontari. A distanza di quattro anni dal sisma questa è la cronistoria lieta ma anche amara del nostro operato a sostegno della popolazione del Centro Italia, con gli interventi non ancora conclusi, non per colpa dell’Associazione.

    La commissione Grandi Opere nell’ultimo periodo ha comunque operato per lo sviluppo progettuale e costruttivo dell’ampliamento del Museo delle Truppe Alpine al Doss Trento, congiuntamente alla Sezione di Trento e con l’impegno della Provincia Autonoma e dell’amministrazione comunale di Trento, che ha permesso la realizzazione di un edificio per complessivi 1.700 metri quadri, fiore all’occhiello della nostra Associazione. Sono in corso i progetti per gli uffici per l’Ospedale da Campo ad Orio al Serio, gli interventi per i rifugi Contrin in Val di Fassa e Forca di Presta sul Monte Vettore, al Cecchin sull’altopiano di Asiago.

    Il bilancio del nostro operato è un ringraziamento a quanti hanno dato la loro disponibilità, senza millantare credito, permettendo il consolidarsi dello spirito alpino e di solidarietà che contraddistingue la nostra Associazione.

    Luciano Zanelli
    responsabile commissione Grandi Opere