L’esempio da seguire

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    La presenza di sei salme di alpini caduti, cinque nella Grande Guerra e uno nella Seconda, alle quali nel tempo si sono aggiunte le lapidi che celebrano il sacrificio degli alpini caduti in Afghanistan, ci rimanda a eventi dolorosi che mai avremmo pensato di rivivere ascoltando i reportage che riceviamo giornalmente dall’Ucraina. Stiamo vivendo un periodo difficile dopo due anni di pandemia, un periodo che ha lasciato il segno per le troppe vittime del virus e per l’isolamento conseguente alle norme di comportamento da seguire che hanno penalizzato soprattutto giovani e anziani.

    Ci siamo sentiti tutti più soli, convinti che avremmo risolto i nostri problemi senza aiuto di alcuno, ma così non è stato. Infatti, come sui campi di battaglia, in situazioni estreme, i nostri soldati si sono salvati con il concorso dei loro compagni a dimostrazione che l’aiuto reciproco e la coesione sono fondamentali. Da soli non si va da nessuna parte e adesso che abbiamo sperimentato in prima persona gli effetti negativi della globalizzazione, gli aumenti spropositati dell’energia conditi da un’inflazione pesante siamo quasi al tappeto.

    Non dobbiamo demordere. Da questo sacrario ci viene la forza di resistere, ci viene l’esempio da seguire, l’esempio di chi ci ha preceduto e che ha saputo superare tutti gli ostacoli, confidando nella condivisione di quei valori come fratellanza, umanità, altruismo e senso del dovere. Concetti a noi alpini ben noti che tutti ci invidiano ma che pochi applicano. Sono queste le sensazioni vissute al 64º pellegrinaggio al Faro della Julia sul Monte Bernadia ed espresse negli interventi durante la cerimonia.

    Presenti il Presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, Pietro Mauro Zanin, il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati e il suo omologo della città tedesca di Unterfohring, Andreas Kemmelmeyer, il vice comandante della brigata Julia col. Enzo Ceruzzi e il Presidente della Sezione di Udine, Dante Soravito de Franceschi che ha chiosato auspicando la ripresa di un servizio obbligatorio, militare o civile che sia, che possa riportare i giovani a un maggior senso di responsabilità e ai doveri, prima che ai diritti, nei confronti della nazione.

    Giuliano Luigi Chiofalo