L’apoteosi di Ivrea

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    Ispirandoci al titolo comparso su L’Alpino del 1923, in cui si celebrava ad Ivrea e ad Aosta la 4ª Adunata nazionale e la consegna della Medaglia d’Oro al V.M. al 4º reggimento alpini, piace enfatizzare l’evento eporediese-canavesano che si è sviluppato tra il 9 e l’11 settembre scorsi e che ha avuto come momento clou il 24º raduno del 1º Raggruppamento (Sezioni di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Francia).

    L’appuntamento di Ivrea aveva lo scopo di celebrare il secolo di vita di una Sezione molto attiva che non patisce certo il fatto di essere numericamente medio-piccola: bisogna dire che le finalità proposte sono state raggiunte. Gli organizzatori di Ivrea sapevano che i cecchini dell’anti-alpinità erano lì pronti a sparare a zero, ma hanno messo in campo un piano sicurezza e un servizio d’ordine che ha subito calmato i bollenti spiriti. A ciò si aggiunga il tasso di maturità delle penne nere, arrivate in gran forza (alla fine se ne sono contate 22mila circa, in rappresentanza di quasi mille Gruppi), che sfilavano e che non hanno prestato il fianco alle provocazioni: anzi sono stati una forza partecipe che ha reso ancor più emozionante il colpo d’occhio su un “serpente” lungo un paio di chilometri.

    La manifestazione è stata curata nei particolari, a cominciare dagli incontri culturali, da quelli tra commilitoni fino alla collaborazione tra alpini in armi e alpini in congedo. E qui la Sezione di Ivrea ha trovato una grande sinergia con la brigata Taurinense che ha offerto la sua logistica per soddisfare la curiosità dei visitatori: in particolar modo l’attrazione è stata la Cittadella Alpina che ha stregato grandi e piccini.

    Grande successo ha avuto anche la presenza dei cavalli che trainavano le carrozze nel centro storico, quasi a voler fare un gemellaggio con il carnevale storico che quest’anno ha dovuto rinunciare alle sue esibizioni. Ci sono stati anche altri momenti di attrazione, come la mostra dedicata ai valori alpini, curata da Ettore Sartoretto Verna: un salto nel passato tra immagini e scritti che hanno catturato l’attenzione del pubblico. Altro momento di aggregazione è stato quello della presentazione del libro del Centenario della Sezione di Ivrea, curato dalla professoressa Margherita Barsimi Sala, con uno spazio dedicato ai 65 Gruppi sezionali realizzato da Paolo Querio, direttore de Lo Scarpone Canavesano.

    La presentazione è andata in onda al teatro Giacosa ed è stata una sorpresa perché vi hanno partecipato la fanfara sezionale di Ivrea diretta dal Maestro Marco Calandri e il coro sezionale, diretto dalla Maestra Girotti Sabina. Naturalmente la parte centrale della tre giorni si è svolta domenica mattina: la zona dell’ammassamento era trasformata in un arcobaleno multicolore, con alpini impegnati a raccogliere i “dispersi” e a riportarli nella loro zona di competenza in modo da dare inizio al corteo che ha svegliato gli eporediesi, ben felici di salutare dai balconi le penne nere in congedo e quelle in armi della Taurinense.

    In sfilata con gli alpini non sono volute mancare, a memoria del grande dolore provato nei momenti bui della storia, le crocerossine in divisa e le donne in costume storico delle canavesane Valli Orco e Soana, a ricordo di quante avevano confezionato i gagliardetti per i loro mariti e figli al fronte; un impegno, questo, raccontato anche dai giornali dell’epoca come La Stampa. Soddisfatto il Presidente sezionale Giuseppe Franzoso: «È stata una splendida esperienza.

    La città e il territorio di Ivrea hanno risposto nel migliore dei modi con un’accoglienza che non ci saremmo mai aspettati e hanno fornito un’ottima immagine di sé. Lo stesso Presidente nazionale Sebastiano Favero ha voluto esprimere il suo apprezzamento, complimentandosi per la sfilata ordinata e compatta e per la folla che lungo il Il vessillo sezionale scortato dal Presidente Franzoso e dal direttivo. percorso ha accolto le penne nere con il sorriso e in un abbraccio plaudente e caloroso. Questo è il vero spirito alpino. Ha pure apprezzato non solo la partecipazione delle Sezioni consorelle e la presenza delle due Sezioni di Argentina e Brasile e del vessillo di Udine dove si terrà l’Adunata del 2023».

    Soddisfazione ha espresso anche il gen. Nicola Piasente: oltre 11mila cittadini hanno visitato la Cittadella degli Alpini allestita dalla brigata Taurinense da lui comandata, con tanti bambini che hanno provato la palestra di rocce dello sci. La Taurinense, con un bel gesto, ha anche lasciato alla Sezione l’incasso della vendita delle cartoline delle divise storiche, che è stato consegnato all’Hospice Casainsieme di Salerano.

    p.q.