L’amico è…

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    Acqua e vino, nobili bevande. Si narra che solo “Uno” riuscì a trasformare la prima in seconda. Quando invece gli uomini comuni mescolarono acqua e vino ne risultò un intruglio innominabile e rifiutato dai più.

    Il vino si offese del trattamento e si inacidì, l’acqua non fu più acqua ma neanche diventò vino ed è così che furono sprecate due preziose risorse, ricercate se mantenute distinte, distinguibili e indipendenti. Fuor di metafora, concordo con tutto quanto scritto nella lettera al direttore del mese di aprile dal titolo “Amici degli alpini”. È amico chi rispetta le mie origini, la mia storia, i miei ricordi, il mio orgoglio, i miei sogni e il cappello che porto non indossandolo se non ne ha titolo e l’unico titolo, come è stato ripetuto fino alla nausea, è l’aver fatto un certo giuramento solenne e svolto servizio militare nelle Truppe Alpine. Se non fa queste cose o fa finta di non capire come già spesso accade mi offende, non può essere amico mio, né di fatto, né di nome e nessun regolamento potrà mai impormi di esserlo. Lui seguirà la sua strada, io la mia.

    Mauro Perfetti Gruppo di Quassolo, Sezione di Ivrea

    Parole schiette e dritte come schioppettate che non conoscono i colori pastello. Ma come darti torto?