L’Adunata magica e indimenticabile

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    Ieri, per la prima volta nella mia vita, ho avuto l’onore di vedere dal vivo l’Adunata nazionale degli alpini, quest’anno ancor più ricca di significato visto che si festeggiava il Centenario dell’Ana. Ho accompagnato mio papà, orgoglioso alpino che ha fatto la naja quasi 50 anni fa alla Smalp di Aosta. Mi aveva sempre parlato dell’Adunata, di cosa rappresenta e di quel che si prova prendendovi parte. Come tutte le cose, però, quando si riescono a vivere in prima persona tutto cambia. Le immagini della tv o di un giornale non rendono giustizia al vortice di emozioni che si provano essendo lì. Già, come tutte le cose, ma questa va al di là di quello che si possa immaginare. Gli alpini ti prendono dentro, forse perché sanno trasmettere emozioni vere con gesti semplici, ai quali purtroppo assistiamo sempre meno frequentemente nel nostro quotidiano; presi dalla frenesia, dallo stress, dai mille impegni che ci lasciano sempre meno momenti liberi in cui fermarsi per osservare e riflettere. Durante l’Adunata mi sono fermato per un giorno intero a Milano, all’ombra del Duomo e della Madonnina, in una giornata caratterizzata da un cielo grigio e un vento freddo che quelle penne nere hanno saputo illuminare e scaldare. Non potevo nemmeno lontanamente immaginare cosa fosse un’Adunata, è qualcosa di magico e indimenticabile. Decine di migliaia di alpini che con un solo messaggio sono in grado di ritrovarsi una volta all’anno, tutti insieme, per dare luogo ad uno spettacolo che non ho mai visto in nessun’altra occasione, nessun evento sportivo o sociale, no, non c’è niente di simile. Queste persone sanno trasmettere a chi li osserva un senso di spensieratezza e nel contempo un sentimento di fiducia e orgoglio, che raramente si provano in altri contesti. Come sarebbe diverso il mondo se ognuno di noi si comportasse così con gli altri mosso da sentimenti alti e puri, che hanno sempre caratterizzato la loro gloriosa storia degli alpini.

    Luca Spaggiari

    Caro amico, la tua lettera ci dice una cosa importante. Anzi ci mette in guardia da un pericolo, quello dell’abitudine. Chi ha partecipato a tante Adunate spesso finisce per perdere lo stupore di chi la vede per la prima volta e così cominciano i confronti, le lamentele, i ma e i mo. Un’Adunata è sempre una miscela di vita e di emozioni. Un’Adunata non si guarda, si vive e viverla con gli occhi del principiante è un regalo, capace di stupire, ma soprattutto una lezione di vita.