L’Adunata della rinascita

    0
    26

    Ora che i riflettori su Rimini e San Marino sono spenti, anche per i volontari della Pc Ana è il momento di analizzare le varie fasi dell’Adunata, dalla preparazione incessante, a ciò che è rimasto del nostro passaggio, come da buona consuetudine alpina. Uno dei primi interventi sulle infrastrutture ha visto i volontari della Protezione Civile Ana della Sezione Bolognese Romagnola impegnati nella rivalorizzazione e recupero dell’edificio di proprietà del Comune di Rimini, sede provvisoria degli uffici di segreteria durante l’Adunata.

    La sistemazione degli interni, il ripristino degli impianti e gli interventi di ristrutturazione, pulizia e abbellimento hanno ridato vita ad una palazzina storica affacciata sulla centrale piazza Malatesta all’ombra dell’imponente Castel Sismondo, una delle bellezze del centro storico di Rimini. Da fine febbraio i volontari della Pc sezionale hanno visto concentrare le proprie forze sulla messa in funzione della base logistica, nell’area messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Rimini ex Hera. In una prima fase sono stati messi in sicurezza alberi ormai sradicati e il boschetto antistante l’area che presentava formazioni arboree pericolanti, esposte sulla statale adiacente.

    Un altro intervento è stato realizzato nell’area verde adiacente la sede della neonata Protezione Civile con la bonifica integrale della zona (asportazione detriti e ripristino dell’illuminazione perimetrale, con potenziamento dell’impianto illuminante e sostituzione dei punti luce). In questo modo si è dato un nuovo decoro a questi spazi. Altro importate intervento infrastrutturale è stata la creazione del Campo base logistica che ha visto i volontari creare le infrastrutture necessarie all’insediamento per la costruzione di un campo d’accoglienza. L’area di 5.000 m2 oggi trova al suo interno possibilità di allacciamenti acqua, scarichi fognari e passaggi sotterranei per allacciamento elettrico, suddivisi in aree ben precise che fino alla seconda settimana dopo l’Adunata hanno ospitato una mensa con cucina, moduli per la preparazione dei pasti e il trattamento degli alimenti, servizi per i volontari della cucina, quattro tensostrutture adibite ad alloggi per i volontari, un’area logistica con al suo interno officina e altro.

    «Un lavoro davvero impeccabile», racconta Diego Gottarelli coordinatore della Commissione logistica Adunata, già coordinatore regionale per le emergenze e l’addestramento formativo. «I nostri ragazzi, si fa per dire, hanno dimostrato di cavarsela in ogni situazione lasciando sul territorio di Rimini importanti infrastrutture come segno del passaggio degli alpini». Oltre a tutto questo non bisogna dimenticare il certosino lavoro per l’imbandieramento della città che rimarrà, su richiesta del Prefetto, fino al 2 giugno, quasi un modo di protrarre la presenza degli alpini ancora per un po’. E poi ci sono i rapporti umani, il desiderio dei volontari di lavorare assieme, rinsaldando vecchie amicizie e creandone nuove, trovando tra i vari componenti sinergie e affiatamento che durante le emergenze sono fondamentali.

    Rimarrà l’Adunata della rinascita, dell’allegria con la quale si è sconfitta la fatica, dell’amicizia che ci ha fatto affrontare scenari complessi e della fratellanza che ci ha visto piangere di gioia al termine, sapendo che nonostante tutto è stato un successo, un successo meritato. Grazie a tutti i volontari che hanno permesso tutto questo e grazie a tutta la famiglia alpina.

    Claudio Marchisio