La grande festa di Asti

    0
    38

    Ad Asti, per festeggiare il primo secolo di vita della Sezione, si sono dati appuntamento quasi tremila penne nere che hanno sfilato dietro allo striscione che ricorda: “Gli Alpini per la pace: un bene per tutti!”. Un numero di partecipanti che ha fatto registrare 41 vessilli – era presente anche una delegazione del Brasile – 176 gagliardetti di cui 80 della Sezione di Asti. Una bella festa! Non solo per la sua vivacità e voglia di stare insieme, di guardarsi negli occhi ma un vero manifesto pubblicitario dell’amicizia.

    Ad Asti, terra contadina culla del buon vino e del buon cibo, di scrittori, di cantanti, di attori, del Palio, gli alpini hanno sempre avuto un ruolo importante e gli astigiani – numerosi ai festeggiamenti – hanno fatto sentire la loro vicinanza con affetto e con il festoso battimani. Fabrizio Pighin, Presidente della Sezione e instancabile regista della manifestazione non ha lasciato nulla al caso. Così ad Asti si sono stati celebrati tre anniversari insieme: il centenario della Sezione di Asti, il 150º della costituzione del Corpo e con il 70º compleanno della brigata alpina Taurinense, la grande unità dell’Esercito costituita a Torino nel 1952, erede delle tradizioni dei reggimenti piemontesi, inquadrati in otto reparti agli ordini del generale Nicola Piasente. Ed è stato proprio uno dei reggimenti più prestigiosi di questa brigata, il 3º Alpini di Pinerolo – con il suo battaglione Susa – a partecipare alle celebrazioni astigiane.

    Gli alpini pinerolesi hanno partecipato all’alzabandiera e alla sfilata per le vie del centro, ma il clou della loro presenza in città è stato lo spazio in piazza Alfieri, dove è stata allestita una mini-cittadella rivolta fortemente ai giovani e alla montagna, mettendo a disposizione del numerosissimo pubblico una parete di arrampicata e una pista da sci di fondo artificiale, messe in opera dagli istruttori di alpinismo del reggimento, oltre agli stand dedicati alla meteorologia militare e al soccorso alpino.

    L’intelligenza del Presidente Pighin ha saputo coinvolgere la città affidando alle Pro loco ed ai Comitati Palio, punte di diamante delle manifestazioni astigiane, un ruolo importante: la ristorazione. E non ha dimenticato il primo motto della Sezione, quello che in 100 anni si sono tramandati i 14 presidenti: “Far del bene agli altri”. E i fondi raccolti con iniziative collegate al centenario (25mila euro), sono stati consegnati all’Anffas per l’acquisto di un pulmino attrezzato per il trasporto di disabili. E la fellowship rotariani alpini ha donato una targa da apporre sul portone della prima sede della Sezione in corso Dante 3.

    Era il 24 agosto 1922, un giovedì. In parecchi si ritrovarono presso il Caffè Dante. Fu la semplice voglia di incontrare vecchi amici, ricordare i Caduti, per il semplice piacere di stare insieme, per rivivere in fraternità giorni lieti e tristi, una giovinezza bruciata dal fuoco della guerra, quella ricordata come la Grande Guerra, quella della vittoria mutilata, quella dei Ragazzi del ’99.

    Da allora non hanno più smesso di ritrovarsi. Merito dei Presidenti che si sono succeduti al comando della Sezione – Virginio Paola, Giuseppe Manzone, Carmelo Sanlorenzo, Angelo Uberti, Costante Chiusano, Giovanni Viale, Sergio Venturini, Carlo Arri, Oscar Gastaudo, Elio Poncibò, Stefano Duretto, Giorgio Carrer, Adriano Blengio e Fabrizio Pighin – un merito condiviso con tutti gli alpini che hanno operato e che operano al fianco dei cittadini, dall’infaticabile gruppo della Protezione Civile, alla banda, al coro della Sezione.

    Giorgio Gianuzzi