La cultura alpina al centro

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    “Il Centro studi è la cultura alpina”: così il responsabile nazionale della commissione Centro Studi, Paolo Saviolo, aveva detto a un ragazzo dei Campi scuola e così ha aperto ad Alessandria il convegno annuale dei referenti dei Centro studi sezionali. Nella sala conferenze del Broletto del palatium Vetus, nell’ambito del raduno sezionale, c’erano i rappresentanti di 39 Sezioni, collegati anche da remoto. In apertura, le autorità hanno ringraziato gli alpini per l’apporto di cultura e valori praticati e diffusi. Oltre a Saviolo, c’erano il presidente nazionale Sebastiano Favero, alcuni componenti del Cdn e il ten. col. Mario Renna, ufficiale della Pubblica informazione della Taurinense.

    Saviolo, ricordando la necessità di far conoscere la cultura alpina ai giovani, ha comunicato che è stata ultimata la catalogazione dei documenti del fondo Andreoletti, fondatore dell’Ana, e che è in corso la digitalizzazione dell’intero archivio di Milano. Le relazioni sono state aperte da Carlo Fracassi, neo referente per cori e fanfare. Ha chiesto impegno a organizzare per tempo le presenze ad adunate e raduni, in particolare a Matera per il prossimo del 4º Raggruppamento, “perché gli alpini non sono solo al Nord”. Giuseppe Nicoletto, coordinatore del 3º, ha sottolineato la crescita dovuta alla messa in rete di conoscenze ed esperienze, definendo “parola d’ordine” la condivisione.

    I progetti, ha aggiunto, vanno presentati come proposte per contribuire, attraverso le esperienze, alle conoscenze dei ragazzi, coerenti alle attività curriculari ma identitari dell’alpinità; servono linguaggi adeguati a classi multietniche e al grado scolastico, acquisendo alla fine un riscontro tramite questionario. Importante è illustrarne gli scopi agli organi scolastici composti anche dai genitori, componente rilevante della formazione dei ragazzi. Significative sono risultate le escursioni in montagna per insegnare sicurezza e rispetto dell’ambiente e quelle sui luoghi della storia.

    Nei Campi scuola è risaltata la disponibilità dei Centri studi sezionali a tenervi interventi culturali: resta centrale l’educazione civica, basata su Costituzione, sostenibilità e cittadinanza digitale. Noi possiamo contribuirvi con la cultura alpina, “modello etico” per coerenza fra valori e opere realizzate: esempi di cittadinanza responsabile che ai giovani spesso mancano. Paolo Racchi, coordinatore del 1º, ha affrontato sia l’alternanza scuola lavoro, con studenti equiparati a lavoratori, sia le uscite didattiche proposte dai Gruppi alle scuole, in cui gli alpini affiancano i docenti, specie sui luoghi della memoria.

    È stata poi letta la relazione annuale di Cristina Silvani, responsabile del sistema nazionale di catalogazione, sullo stato delle nostre biblioteche: aumenta il numero di Sezioni che si interfacciano col sistema Bibliowin che oggi mette in rete 32mila volumi. Si è parlato quindi di musei col consigliere nazionale Andrea Sgobbi, referente nel Centro studi dell’argomento. Sono ben 17 i musei patrimonio Ana: risorsa che va valorizzata in funzione didattica, per diffondere il più possibile le nostre memorie mettendo in rete i musei e proponendo mostre itineranti.

    Ha poi ricordato l’esperienza della sua Sezione (Udine) di istituire, nell’alternanza scuola lavoro, campi per la manutenzione delle trincee della Grande Guerra. Nel dibattito, Gianluca Marchesi (Milano) ha ribadito l’importanza di condividere esperienze, ricordando che i ragazzi poco sanno della storia, ma hanno voglia di conoscere la nostra realtà, e ha chiesto alla Sede nazionale di individuare temi utili per tutte le Sezioni e su cui si possano indire concorsi.

    Occorre inoltre divulgare quello che gli alpini fanno sul territorio e creare percorsi per portare i giovani a iscriversi ai campi. Infine, ha ricordato la necessità di creare una videoteca di testimonianze del nostro passato. Nicola Stivala (Vallecamonica), preside in pensione, ha evidenziato la difficoltà di entrare nelle scuole, perché spesso solo la conoscenza personale con gli insegnanti consente la valorizzazione di nostri progetti e i problemi che Sezioni piccole hanno nell’organizzare Campi scuola. Giuseppe Dal Ceredo (Vicenza) ha presentato l’esempio della sua Sezione che è riuscita a interfacciarsi con le scuole tramite un progetto di educazione civica che parla di alpini che hanno fatto la storia sul territorio.

    Nelle conclusioni, il presidente Favero, soddisfatto per la vitalità dell’incontro, ha ribadito che l’Ana ha ancora tanti iscritti e fare memoria è fondamentale: perciò la legge che ha istituito il 26 gennaio “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino”, votata all’unanimità da Camera e Senato, è fondamentale. E ha annunciato che nel 2024 la data vedrà a Milano una manifestazione congiunta con la componente ebraica, per dimostrare che non c’è antitesi col 27, “Giorno della memoria”. Infine, ha ricordato come il successo dei Campi scuola dimostri che i ragazzi sono presenti, ma che la società non dà loro la possibilità di esserlo.

    Giuseppe Nicoletto e Paolo Racchi