La brutalità del nonnismo

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    Bravo, amico alpino Dino Menean! Hai sollevato una questione molto importante riguardante il nostro servizio militare, uno dei suoi punti dolenti, il nonnismo, quell’insieme di comportamenti prepotenti e intimidatori, dei maltrattamenti, delle violenze fisiche e morali che le reclute erano costrette a sopportare da parte dei soldati prossimi al congedo. Caro direttore, sei stato uno dei fortunati a non aver incontrato tali episodi, ma ti posso garantire che al sottoscritto e a tanti altri non è andata così bene. Hai per caso fatto il militare a Roma? Posso garantirti che il periodo più brutto da militare lo ho passato nella caserma di Venzone, dove eravamo stati alloggiati nelle camerate assieme agli anziani prossimi al congedo. In quella caserma ogni anziano sceglieva una recluta, la quale doveva dormire sotto la branda dell’anziano. Il suo lavoro consisteva in diverse mansioni: riordinare la branda del “padrone” a cubo tutte le mattine, pulirgli le scarpe e gli scarponi, riportare il vassoio dell’anziano al suo posto dopo i pasti, ma questo era niente. Il momento più drammatico era il rientro dalla libera uscita, quando queste persone, ubriache, scaricavano la loro prepotenza sulle reclute già in branda. Tutto questo avveniva con la complicità delle persone al comando, seguendo alla lettera la regola “l’anzianità fa il grado”. Sarebbe oggi facile dire che questo problema si sarebbe potuto risolvere con una denuncia, ma al primo segno di una tale difesa in un modo o nell’altro la tua vita sarebbe cambiata, fino a costringerti a lasciare l’Esercito. È sufficiente leggere Il Gazzettino per capire come il nonnismo sia un problema grave anche al giorno d’oggi. Al corso Brevetto Pilota Aereo del 70º stormo dell’aeronautica militare, è stato denunciato un episodio di nonnismo, ai danni di una donna pilota dello stormo.

    Antonio Speranza, Sezione Conegliano

    Caro Antonio, ho dovuto accorciare il tuo scritto, che racconta comunque storie amare, compreso l’ultimo caso, accaduto ad una ragazza presente al corso piloti, di cui ha parlato anche la televisione nazionale. La differenza col passato è che oggi la brutalità di certo nonnismo finirebbe nelle aule dei tribunali.