L'ospedale da campo schierato ad Asiago: garantita un'assistenza H 24 di alto livello

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    Dal 10 al 15 maggio è stato schierato all’aeroporto di Asiago il nostro ospedale da campo, unica struttura sanitaria di 2º livello la stessa del locale ospedale civile impiegata sul territorio. Del resto, le condizioni stesse in cui si trovava ad operare comportavano un impegno particolare per garantire un ottimale servizio di assistenza alle centinaia di migliaia di alpini confluiti sull’altopiano e un altrettanto ottimale servizio di emergenza.

    L’ospedale da campo ha garantito giorno e notte i servizi di pronto soccorso di chirurgia, ortopedia, medicina interna, cardiologia, rianimazione, pediatria con il supporto dei servizi shelterizzati di radiologia, farmacia e di laboratorio. Disponeva di 12 posti letto di osservazione e ricovero breve. Il personale era composto da 100 volontari, suddivisi in 27 medici e farmacisti, 32 infermieri e tecnici e 41 logisti: un notevole spiegamento di personale altamente qualificato e di grande esperienza quale solo può vantare la nostra struttura da campo.

    Fra le strutture di pronto intervento, erano a disposizione anche due ambulatori mobili, montati su veicoli militari, tre ambulanze ed un elicottero dell’Esercito per il trasferimento negli ospedali del Veneto dei pazienti gravi dopo che ne fossero stati stabilizzati i parametri.

    Quest’ultimo aspetto era stato curato in particolare: l’età di numerosi alpini, l’altitudine, la fatica avrebbero potuto diventare concause di crisi, come in effetti è avvenuto. Infatti, stando alla segnalazione del direttore operativo dell’ospedale da campo dr. Ugolino Ugolini (il direttore è il prof. Lucio Losapio, che era anch’egli presente ad Asiago) buona parte delle prestazioni erogate sono state da codice rosso , casi la cui gravità può essere affrontata soltanto in una struttura polispecialistica ed adeguatamente attrezzata con presidi di farmaci e apparecchiature quali quelli del nostro ospedale da campo.

    Il nostro ospedale ha effettuato 208 prestazioni, soprattutto internistiche ed in particolare cardiologiche (la metà delle quali nella giornata di sabato), 39 radio/ecografie, 28 elettroencefalogramma e 524 esami di laboratorio. Ci sono stati 29 ricoveri con sei trasferimenti in elicottero di altrettanti pazienti agli ospedali di Vicenza, Bassano e Verona, con l’assistenza a bordo di personale dell’ospedale.

    Il nostro ospedale da campo era inserito in un sistema del quale faceva parte l’ospedale civile di Asiago (il cui reparto di pronto soccorso è diretto dal dottor Menon, primario anche del Pronto Soccorso di Bassano), due altri posti medici avanzati della P.C. ANA (a Canove e al centro di Asiago), un posto medico a Roana (del Sovrano Ordine Militare di Malta), uno a Turcio dell’Anpas e uno della Croce Rossa Italiana.

    Complessivamente sono stati 630 i casi di ricovero o assistenza medica di vario tipo dal 10 al 15 maggio. Una statistica dietro le quinte della spettacolarità, certamente esasperata da fattori contingenti, ma che esalta la capacità di assistenza, il lavoro e l’impegno che un’Adunata comporta.