L’italianità e le sezioni all’estero

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    Cos’è l’italianità? È un sentimento profondo, antico, bimillenario che unisce mille provincialismi, mille dialetti in un’unica nazione che, per molti aspetti, presenta diverse facce, talora apparentemente diverse, ma con un’unica cultura di base e unici valori fondanti. L’italianità si manifesta in molti modi. È quel sentimento d’identità che sentiamo immediatamente appena varchiamo i confini nazionali.

    Quel bisogno di parlare con i nostri connazionali quando siamo all’estero. Quelle abitudini, quegli usi che sentiamo nostri e dai quali non vogliamo staccarci. L’italianità è un valore importante per il mondo, se è vero com’è vero, che l’Europa è figlia della civiltà e della cultura italiana e se è vero com’è vero che, almeno per il momento, la civiltà e la cultura del mondo sono figlie della civiltà e della cultura europea.

    L’italianità è quel sentimento forte che tiene vive e compatte le Sezioni all’estero dell’ANA anche quando i fondatori che, con orgoglio e pieno diritto, hanno portato il cappello alpino, se ne vanno nel paradiso di Cantore. I loro figli, i loro nipoti sentono profondi i sentimenti di italianità e alpinità e non vogliono chiudere quei centri d’incontro e di identificazione nazionale che sono i nostri Gruppi alpini e le nostre Sezioni all’estero.

    A mio avviso, vi sono tre modi estremamente attuali, tra gli altri, di valorizzazione dell’italianità: la mobilità degli studenti universitari, l’apertura di Expo e le Sezioni ANA all’estero. Negli ultimi anni si sta manifestando massicciamente un fenomeno nuovo: la mobilità degli studenti universitari.

    Esso coinvolge 4.500.000 giovani. Le università italiane stanno giocando, inaspettatamente, un ruolo importante in questo ambito. A Milano, nella realtà che meglio conosco, vivono ben 170.000 studenti universitari italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo, concentrati nei tre poli di eccellenza: Bocconi, Politecnico e facoltà di medicina con l’appoggio degli ospedali universitari milanesi. Paradossalmente la diffusione della cultura italiana e la conoscenza della lingua italiana passano attraverso i corsi tenuti in lingua inglese.

    Solo l’inglese consente agli studenti stranieri di frequentare le università italiane, ma chi vive per alcuni anni in Italia non può non assorbire i valori della cultura italiana non può non imparare la lingua italiana di cui si renderà ambasciatore. Expo concentrerà, per sei mesi del 2015, l’attenzione mondiale sull’Italia, sui prodotti agricoli italiani, sull’alimentazione e la cucina italiana. Anche in questo ambito la nostra grande tradizione e cultura sono universalmente riconosciute.

    Dobbiamo valorizzare l’evento, anche per il grande apporto di risorse economiche che questo settore dà al Paese. Infine, è indubbio, che i nostri Gruppi e le nostre Sezioni ANA all’estero sono veri e propri centri di diffusione dell’italianità. I loro fondatori, però, stanno drammaticamente diminuendo. Noi dobbiamo cercare di sostenerle e tenerle aperte con tutti i mezzi. Per mantenerle vive dobbiamo, a mio personale avviso, adeguare le nostre regole, accettando, nelle Sezioni all’estero, a pieno titolo, tutti coloro che si identificano con i nostri valori, anche se non hanno avuto l’onore e la possibilità di ricevere dall’Esercito il cappello alpino.

    Gianbattista Stoppani, tesoriere nazionale ANA