Il pezzo di un puzzle

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    Per portare un poco di chiarezza e a completamento delle due lettere di aprile e maggio sulla questione dei prigionieri italiani in Austria-Ungheria vorrei portare una piccola testimonianza tramandatami a voce da mio padre. Mio padre, classe 1896, soldato nell’esercito austroungarico nel 3º reggimento sul fronte orientale; prigioniero dei russi, fu portato nei lager di Viatka, oggi Kirov, di Lugansk e di Katerinoslaw, oggi Dneperpetrovsk, ricordava, con commozione e riconoscenza, l’operato delle Croci Rosse svedesi, danesi e norvegesi che operavano per i prigionieri nonostante l’ostilità delle autorità militari russe. Viveri, medicinali e denaro venivano consegnati ai prigionieri austroungarici nei lager. “Se non ci fosse stata la Croce Rossa danese saremmo tutti morti in sei mesi” diceva. Da una ricerca da me eseguita si è evidenziato che l’Austria già nel 1914 aveva incaricato la Croce Rossa svedese e danese per l’assistenza dei prigionieri in territorio russo. In particolare, da documenti della Croce Rossa, si evince che l’Austria, dal 1915 al marzo 1918, fornì ai propri prigionieri pacchi per un valore di 62 milioni 824 mila 625 corone austriache, medicinali per 8 milioni di corone e alimentari per 14 milioni 768 mila 363 corone. Dal 1914 al 1918 l’Austria fornì 50 milioni di corone per i prigionieri, la Germania per 49,5 milioni di marchi. La Croce Rossa svedese riuscì a distribuire 41 convogli di cui 1016 vagoni di provviste. Mi sembra che nessun accordo fu fatto da parte dell’Italia e dell’Austria e che la Croce Rossa era esclusa dall’intervento umanitario. La prigionia fu una tragedia per tutti quelli che la vissero, da una parte e dall’altra. Fu migliore per qualcuno, che tramite le Organizzazioni Umanitarie poté essere seguito anche in cattività.

    Mario Folgheraiter Gruppo di Lavis, Sezione Trento

    Caro Mario il tuo racconto ci parla degli aiuti austriaci verso i loro prigionieri, lasciando in ombra ciò che è accaduto ai prigionieri italiani, se non parlando indirettamente di mancata collaborazione con la Croce Rossa italiana. Grazie comunque del tuo pezzo che va a comporre un puzzle che ci consegna un quadro sempre più attendibile di ciò che è stata questa triste realtà.