Il messaggio di Nikolajewka

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    COLICO

    Monito e insegnamento per le nuove generazioni, ricordo di quanti hanno combattuto, memoria del passato per costruire il futuro. È questo il significato della cerimonia del 72º anniversario della battaglia di Nikolajewka, organizzata a Colico dall’omonima Sezione. La commemorazione ha avuto inizio domenica mattina in piazza V Alpini con l’alzabandiera alla presenza di un picchetto armato del 5º Alpini di Vipiteno e del vice comandante delle Truppe Alpine, gen. D. Marcello Bellacicco.

     

    La Messa nella parrocchiale di San Giorgio è stata concelebrata dai parroci del territorio e dal cappellano della Sezione padre Ludovico Valenti priore dell’abbazia di Piona e ufficiale del btg. Tirano. Nell’omelia mons. Georg Gänswein, segretario di Papa Benedetto XVI e prefetto della Casa Pontificia, ha detto di voler stringere in un’ideale abbraccio tutti gli Alpini: «A voi il compito di testimonianza in casa, al lavoro, negli ospedali, al mare e ai monti.

    Alla fiera delle opinioni le bancarelle sono tante. Ci si può avvicinare per curiosità ma gli affari sono scarsi. Voi siate sempre testimoni di speranza». Centinaia di Alpini hanno quindi percorso le vie cittadine imbandierate, accompagnate dalla fanfara della Taurinense e della fanfara alpina “Alto Lario”. Hanno sfilato nel corteo numerosi sindaci in fascia tricolore, tra i quali il sindaco di Lecco Virginio Brivio, i presidenti delle province di Lecco, Como e Sondrio e un nutrito gruppo di volontari di Protezione Civile dell’ANA, della Protezione Civile Comunale e della Croce Rossa. Presenti, con il consigliere nazionale Mariano Spreafico, i vessilli di 11 Sezioni e oltre 110 i gagliardetti dei Gruppi. La corona in onore ai Caduti di tutte le guerre, è stata scortata dal gen. Marcello Bellacicco, dal past president Beppe Parazzini, dal presidente della sezione di Colico Luigi Bernardi e dal sindaco di Colico, Raffaele Grega. Nel suo intervento Bernardi ha sottolineato con tristezza come quest’anno, per la prima volta, non siano presenti reduci e come la cerimonia rappresenti la naturale continuazione delle “Giornata della memoria” celebrata nei giorni precedenti.

    «L’impegno, il sacrificio, il rischio, le responsabilità, il grande senso di umanità profusi nelle drammatiche realtà della Ritirata sono e resteranno un valido punto di riferimento per tutti gli italiani». Sessantaduemila penne nere partirono per la terribile Campagna di Russia e soltanto 19mila fecero ritorno alle loro case e alle loro famiglie.

    Il presidente emerito dell’ANA Beppe Parazzini – premiato con una targa ricordo in segno di riconoscenza e gratitudine per la sua pluridecennale partecipazione alla manifestazione – ha ricordato che: «La nostra voce si incrina sempre quando ricordiamo persone che ci hanno lasciato dopo essere state di esempio per il loro stile di vita e per come hanno saputo interpretare la loro esistenza indicando alla propria comunità qual era il dovere da compiere».


    VARESE

    Nel 72º anniversario della tragica battaglia di Nikolajewka, uno dei simboli del sacrificio degli Alpini in Russia, la sezione di Varese ha organizzato il pellegrinaggio al santuario di Santa Maria del Monte. Quello sopra Varese è un luogo di preghiera che divenne importante nel Seicento e che nel novembre del 1984 fu visitato anche da San Giovanni Paolo II.

    In silenzio gli Alpini con i gagliardetti, preceduti dai vessilli delle sezioni di Varese, Luino, Como, Intra e Val Susa e da alcuni labari delle Associazioni d’Arma, hanno percorso la salita, alternando la recita delle decine del Rosario, alle letture di brani evocativi della tragedia del Corpo d’Armata Alpino. Per la prima volta è stata portata in processione l’urna contenente la terra di Nikolajewka, dono della famiglia Albisetti di Tradate, a ricordo del capitano Dorligo, caduto sul fronte russo. Dopo la celebrazione eucaristica, presieduta dal vicario episcopale di Zona 2, mons. Franco Agnesi, mons. Bruno Fasani ha tenuto la commemorazione ufficiale dell’evento.

    Ha ricordato come 72 anni fa Nikolajewka era un cimitero a cielo aperto con donne e ragazzini intenti a raccogliere cadaveri, esperienza che rimarrà loro impressa per tutta la vita. Ha anche ricordato il beato don Carlo Gnocchi il quale scrisse che la guerra, prima di essere un fenomeno politico, è un fenomeno morale e religioso. Fare memoria, quindi, significa domandarsi ancora oggi perché questa tragedia è accaduta e cosa si possa fare affinché non si ripeta, evitando così le terribili conseguenze. È questo un interrogativo che tutti devono porsi, non solo gli Alpini.

    Fernando Vanoli


    MODENA

    Modena e gli Alpini dell’Emilia Romagna hanno ricordato solennemente la battaglia di Nikolajewka con una cerimonia nel centro storico e nell’Accademia Militare. Tante penne nere delle Sezioni emiliano-romagnole si sono date appuntamento domenica 1º febbraio in Piazza Grande per il ricordo del tragico evento del gennaio 1943 sul fronte russo.

    La partecipazione del presidente nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, ha reso ancor più significativa la commemorazione. La resa degli onori al vessillo sezionale e al gonfalone del comune di Modena, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha dato inizio alla prima parte istituzionale, quindi l’alzabandiera eseguito dalla Guardia d’onore dell’Accademia, attorniato dagli Alpini schierati, da numerosi volontari di Protezione Civile e dai veri protagonisti di questa cerimonia, i reduci Cavani, Freschi, Toni e Bonucchi, Artigliere alpino classe 1922 che il 26 gennaio 1943 partecipò ai fatti di Nikolajewka. Il presidente sezionale Franco Muzzarelli ha ricordato il sacrificio di tanti giovani in quell’inferno bianco, sottolineando il significato dell’essere Alpini oggi: «Ricordare i Caduti aiutando i vivi».

    Poi il comandante dell’Accademia Militare gen. D. Salvatore Camporeale: «Voi Alpini, con il vostro spirito di Corpo, rappresentate un esempio anche per i nostri allievi ufficiali». Il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli ha espresso molta gratitudine per il lavoro svolto dai volontari dell’ANA in tutte le calamità che ultimamente hanno colpito la provincia di Modena, ricordando che per gli Alpini le porte del Comune sono sempre aperte.

    Ha concluso il presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero, che ha espresso riconoscenza verso i reduci per l’esempio di senso del dovere, sacrificio, aiuto e sostegno reciproco: un chiaro messaggio per le nuove generazioni e per l’Associazione di oggi, che deve continuare a portare avanti con i fatti questi valori.

    La sfilata per le vie del centro è stata accompagnata dalla banda municipale Ferri, intervallata dalla deposizione delle corone al sacrario della Ghirlandina, simbolo di Modena, oltre che al monumento a tutti i Caduti. L’ingresso dello sfilamento nel Palazzo Ducale ha dato inizio alla seconda parte istituzionale, con la deposizione di una corona al sacrario dell’Accademia, la celebrazione della Messa nel cortile d’onore officiata dal cappellano dell’Istituto, don Manuel Paganuzzi e accompagnata dai canti del coro “La Secchia” del gruppo Alpini di Modena, alla presenza delle autorità e degli Allievi della Scuola militare. Al termine la graditissima e molto partecipata visita alla mostra “D’Annunzio Soldato” e alle sale del museo storico dell’Accademia.

    Il ringraziamento va all’amministrazione comunale e al comando dell’Accademia per la disponibilità e la concessione degli spazi che hanno reso possibile lo svolgimento di una cerimonia alpina, condivisa da tutti coloro che amano il nostro Paese.