Il Genio con la penna

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    Bisogna avere un occhio di riguardo per le vecchie signore, riguardo che pare doversi rafforzare se si tratta di “Old lady” (forse perché il termine british ci fa sentire più gentlemen). Ma se la “signora” contiene diciotto quintali di tritolo e ha tre spolette ancora attive allora è meglio andarci cauti e sapere proprio dove mettere le mani. La battuta ci serve ad introdurre l’obiettivo della nostra visita (nell’ambito del percorso che stiamo compiendo nell’anno del 150º del Corpo degli Alpini) al 2º reggimento Genio guastatori alpino della brigata Julia. E la Old lady in questione è una bomba d’aereo di due tonnellate rinvenuta interrata nell’area dell’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza e disinnescata dagli uomini del reggimento.

    Sì, perché i guastatori hanno a che fare quasi quotidianamente con ordigni bellici di ogni foggia e dimensione che vengono ritrovati sul territorio nell’area che loro compete (e che nel nostro caso coincide con gran parte del territorio delle Tre Venezie): e non si tratta di un’attività episodica, perché i numeri degli ordigni si contano in migliaia, a causa dei due conflitti mondiali che hanno funestato il nostro Paese (tra l’altro non molti sanno che nel lago di Varna le truppe austriache in ritirata nel 1918 scaricarono decine di migliaia di bombe da fucile la cui disattivazione è in corso da anni!). Uno degli interventi più recenti in ambiente montano è stato quello sul massiccio dell’Adamello, nei pressi del monumento ai Caduti, dove, a causa dell’inesorabile ritiro dei ghiacci e dello sfasciarsi delle trincee della Grande Guerra, gli ordigni si presentano numerosi tra i sentieri più impegnativi, percorsi da numerosi alpinisti.

    Un’attività complessa, questa, di cooperazione nel comparto di protezione civile che ha coinvolto istruttori militari di alpinismo, squadre soccorso alpino militare dei guastatori alpini, esplosivisti, in sinergia con Corpo militare della Croce Rossa, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Carabinieri e Nucleo elicotteri della provincia di Trento (con la partecipazione anche di Società Alpinistica Tridentina e Museo Storico del Trentino). Particolare attenzione è riservata al disinnesco di proietti d’artiglieria a presunto caricamento speciale, risalenti sempre alla Grande Guerra: recentemente a malga Cimana (Trento) il 2º si è addestrato per mantenere le capacità operative di emergenza in caso di contaminazione e testare i protocolli di intervento su operatori malauguratamente investiti da esalazioni chimiche o batteriologiche. Gli interventi Eod (ovvero Explosive Ordnance Disposal, bonifica ordigni esplosivi) sono certamente il lato più “spettacolare” dell’attività del reparto e basta trascorrere qualche minuto con gli specialisti (che nella caserma hanno allestito un piccolo ma significativo “campionario” di quanto disinnescato) per comprendere l’entusiasmo e la motivazione con cui questo compito viene affrontato. Ma non è certo l’unico compito del reggimento.

    «Interveniamo praticamente in tutto lo spettro delle attività tipiche del Genio – racconta il comandante, col. Michele Quarto – e per questo disponiamo di una serie di mezzi specialistici, che vanno dalle macchine movimento terra, ai carri pioniere, ai gommoni. Il tutto però con particolare riguardo all’ambito alpino, che ha peculiarità rilevanti e per il quale il nostro personale viene regolarmente addestrato ». La storia del reparto viene davvero da lontano e precede addirittura quella delle Truppe Alpine, riallacciandosi a quella del 2º reggimento Zappatori piemontese del 1860. Attraverso vari passaggi storici, con l’impegno anche sul fronte russo dove la Bandiera si guadagna la medaglia d’Argento, troviamo il reggimento ricostituito in forma moderna nel 1954 a Bolzano, nell’ambito del Corpo Alpino, per assumere nel 1975 (in occasione della riforma dell’Esercito) la denominazione di 2º battaglione minatori Iseo e nel 1986 la qualifica guastatori. Nel 1995 il reggimento passa come sede a Trento, nella caserma Cesare Battisti di via La Clarina, dove è tutt’ora di stanza.

    I circa cinquecento uomini e donne dell’unità sono da sempre impegnati anche in operazioni all’estero, come è accaduto in Albania, Mozambico, Bosnia, Kosovo e Afghanistan (nel cui teatro il 2º è stato il primo reparto guastatori ad operare). Proprio la peculiarità “Genio” fa del 2º un reparto ideale per intervenire in caso di calamità naturali: e così è stato per il disastro del Vajont, l’alluvione in Veneto, la bonifica del torrente Talvera (Bolzano), il terremoto in Friuli, la diga in Val di Stava, l’alluvione in Valtellina e quella in Piemonte. Di rilievo, tra le tante altre, anche la partecipazione all’operazione White Crane in soccorso della popolazione di Haiti. Il reggimento («Per non farci mancare niente», conclude sorridendo il comandante) ha naturalmente partecipato anche alle operazioni d’ordine pubblico Vespri siciliani e Strade sicure.

    Massimo Cortesi