Il cappello degli alpini

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    Sono un amico degli alpini, ho appena finito di leggere la lettera dell’alpino Mario Carlo Romagnoli e subito ho acceso il pc (che uso pochissimo e male) per esprimere un pizzico di delusione… Da qualche anno collaboro con i miei amici della sezione di Giussano (Como) per realizzare i loro/nostri progetti di solidarietà.

     

    Da che li conosco sono affascinato dal cappello alpino e da chi ci sta sotto, lo sogno, e perché non potrei averne uno autentico e non tarocco? (brutta espressione per qualcuno che magari lo porta con orgoglio alle sfilate in segno di appartenenza). Ho fatto il servizio militare nell’artiglieria contraerea e giurato alla stessa Repubblica e allo stesso Tricolore… no caro Mario io lo voglio vero e ti assicuro che saprei portarlo con l’onore e la fierezza di un alpino. Associazione parallela? Ma come è possibile questo? Io quando sono con gli alpini non mi sento diverso e nemmeno loro lo sono, si fa, si tira insieme e basta. Se così non fosse come potrei all’estinzione di tutte le penne nere trasmettere i loro valori se sono entità diversa?

    Luigi Gialdini

    Caro Luigi, pur apprezzando la tua passione civile e la condivisione dei valori alpini, va detto che il cappello alpino lo può portare solo chi lo ha ricevuto dallo Stato per il servizio prestato. L’Ana è orgogliosa dei suoi amici ed aggregati, ma il cappello, che è il simbolo morale per antonomasia, non spetta a lei decidere se darlo o meno.