Il 5 Alpini, novant'anni di gloria

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    L’8 Giugno gli alpini del 5º Reggimento hanno celebrato la propria Festa di Corpo. Non l’hanno fatto però, come di consueto, schierandosi dinanzi alla Bandiera di Guerra all’interno della propria caserma, bensì nei luoghi in cui, novant’anni fa, si svolsero i fatti d’arme sul Monte Fior e Castelgomberto, dando vita ad una cerimonia che non è stata solamente un momento rievocativo, ma ha costituito soprattutto un’occasione di intensa riflessione.

    Le battaglie di Monte Fior e Castelgomberto del 5 8 giugno 1916, valsero alla pluridecorata Bandiera di Guerra una Medaglia d’Argento che, assieme a due Medaglie d’Oro e una di bronzo al Valor Militare, una di bronzo al Valor Civile e alla Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, costituiscono patrimonio e riferimento per ciascun alpino del 5º Reggimento.

    Infatti, dalle gloriose pagine della letteratura degli alpini traspaiono quel generoso coraggio, la fedeltà ai valori e alle tradizioni del proprio Paese, i sentimenti di solidarietà e quel rigore morale che li ha sempre contraddistinti nell’immaginario collettivo: un’eredità questa che costituisce, oggi più che mai, il ponte ideale tra i volontari del 5º Reggimento e le penne nere che li hanno preceduti nei ranghi delle unità da montagna dell’Esercito.

    È allora facile intuire, sottolinea il comandante del Reggimento, colonnello Alfredo M. de Fonzo, quali siano i sentimenti che nutrono i militari del 5º alpini il quale, rientrato da circa cinque mesi da una delicata missione nel Kosovo, potrebbe a breve venir chiamato ad affrontare una sfida ancor più complessa ed impegnativa: l’insidioso teatro afgano.

    Dunque, ancora una volta, come novanta anni fa, la Bandiera di Guerra del 5º Reggimento è sventolata, nel giorno della Festa di Corpo, fiera e orgogliosa dei suoi alpini in armi e di coloro che, abbandonato ormai il servizio, come il generale Tullio Vidulich e gli alpini del gruppo ANA di Foza (Vicenza), hanno presenziato alla solenne cerimonia. (E.C.)