Ifms all’Adunata

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    Non è facile spiegare le emozioni che un’Adunata degli alpini suscita in chi vi partecipa, lavora o assiste dal di fuori. Forse perché al giorno d’oggi certi modi di pensare, certe parole, certe affermazioni sembrano antiche, lontano nel tempo, remote. Sostenere con forza l’attaccamento alla bandiera, alla Patria, alla propria gente, sembra l’elencazione di concetti fuori dal tempo. Gli alpini italiani al contrario di tutte quelle sopra citate sono convinzioni quanto mai solide, non certo per nostalgia dovuta all’età, piuttosto per la consapevolezza che una casa solida si poggia basi robuste. Nella componente di queste fondamenta alpine vi è anche Ifms che, con le sue 10/11 componenti (Austria, Francia, Germania, Italia, Montenegro, Polonia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svizzera e per ultima da confermare la Bulgaria) rappresenta al meglio il desiderio di internazionalità dei soldati più campanilisti del mondo, quelli della montagna. La tre giorni di Milano, ha visto parteci 8 più una delle 11 componenti della federazione. Qualche rammarico per l’assenza dei rappresentanti statunitensi e montenegrini. Peccato perché la manifestazione milanese è stata ancora una volta l’occasione per aggregare soldati di nazioni diverse ma con un denominatore comune, la pendenza dei declivi, la fatica e il sudore che la montagna impone, le imprecazioni che a volte scappano, in lingue diverse ma con identico impegno e significato, il senso del dovere, l’orgoglio di appartenenza ad un corpo speciale. A fine sfilata nel caos naturale dell’evento abbracci e strette di mano, e in tutti il desiderio di ritrovarsi per condividere momenti sereni. Arrivederci al congresso di settembre in Polonia.

    m.r.

    Ci raccontava il generale Graziano che quando in Europa mostra qualche spezzone filmato delle nostre Adunate, lo stupore diventa palpabile. Ci sono realtà che parlano prima delle parole, solo perché vanno a intercettare sentimenti che accomunano l’animo umano, a prescindere dalla lingua con cui esso si esprime. In questo caso l’amore per la montagna sembra dire un sentimento che appartiene all’umanità e non solo a una categoria di persone, anche se alcune lo sanno vivere e raccontare meglio di altre.