Grazie, alpini. Siete meravigliosi

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    A Piacenza una struttura fatiscente trasformata in rifugio dormitorio per senzattetto. L’assessore ai Servizi sociali ha ringraziato i volontari della Sezione ANA che hanno eseguito i lavori a tempo di record impegnandosi con oltre duemila ore.

















    Quando si deciso di intervenire in forze sono arrivati gli alpini, che ho visto lavorare. Peccato che non siano tutti come voi: rovesceremmo l’Italia. E’ giusto che la citt sappia che siete meravigliosi.
    Sono parole dell’assessore al servizi sociali del Comune di Piacenza Anna Braghieri, pronunciate durante l’inaugurazione del nuovo dormitorio per persone senza fissa dimora, ricavato da un fatiscente edificio adiacente la stazione ferroviaria della citt, ristrutturato a tempo di record (in soli due mesi!) da 45 alpini della sezione guidati dal presidente Carlo Fumi.
    Ma andiamo per ordine.
    Era da tempo che, nell’ambito del progetto regionale Citt sicure, l’assessore ai Servizi Sociali d’intesa con il collega assessore ai Lavori pubblici Fausto Frontini (alpino) e al sindaco Gianguido Guidotti pensavano a una struttura moderna e dignitosa in grado di ospitare per la notte i senzatetto che gravitano nella zona della stazione ferroviaria, ma anche persone di passaggio costrette a sostare a Piacenza ed in condizioni di disagio economico.
    E’ stato prescelto l’edificio situato nell’area del dopolavoro ferroviario. Fatiscente, abbandonato da anni ma in grado una volta sistemato di assolvere degnamente al suo compito.
    Erano i primi giorni di marzo. In poche settimane sono state sbrigate le pratiche burocratiche necessarie per svincolare l’edificio. Poi stata una gara di generosit: il geometra Gianpaolo Ultori ha provveduto al progetto, contributi sono giunti dal lascito di un docente piacentino, il professor Francesco Segadelli, scomparso anni fa ed alla cui memoria stato dedicato il dormitorio, dai Lyons Piacenza Gotico tramite il presidente Giuliano Manfredi, la Fondazione di Piacenza e Vigevano.
    Restava la parte esecutiva: riservata agli alpini. In meno di due mesi, lavorando per oltre duemila ore complessive, squadre di volontari si sono alternate con impegno e abnegazione. Gli alpini hanno provveduto a realizzare la controsoffittatura del grande edificio per evitare la dispersione del calore durante i mesi pi freddi, hanno rifatto ex novo gli impianti elettrici ed idraulici, costruito i servizi igienici, uno dei quali adatto anche ai portatori di handicap ed eseguito tutte le altre opere necessarie a trasformare quell’edificio disastrato in un rifugio confortevole e accogliente.
    Gioved 23 maggio l’inaugurazione della struttura, dotata di un gradevole ingresso, un ufficio e una stanza per il custode. Monsignor Tommaso Lanfranchi ha benedetto l’opera, il sindaco ha ringraziato quanti hanno contribuito alla sua realizzazione ed in special modo gli alpini; l’assessore Anna Braghieri ha tracciato la storia di un capannone abbandonato trasformato in accogliente rifugio per i bisognosi attraverso una cordata di solidariet che ha visto gli alpini in primo piano.
    Gli alpini non hanno parlato, n il presidente sezionale Fumi n il vice presidente nazionale Vittorio Costa. Ma, si sa, alle parole, preferiscono i fatti, tanto pi quelli di Piacenza non nuovi a interventi del genere essendo stati in prima linea, con tante altre penne nere, anche per la costruzione dell’asilo di Rossosch ed essendo ancora impegnati a dotare di defibrillatori le unit mobili di pronto soccorso del territorio.
    Il dormitorio stato aperto i primi giorni di giugno, affidato alla gestione dei volontari della Ronda della Carit.

    Una veduta della sala del dormitorio.

    Da sinistra: l’assessore ai Servizi sociali Anna Braghieri (prima a sinistra) con il sindaco Gianguido Guidotto e il presidente della sezione A.N.A. di Piacenza Carlo Fumi.

    L’esterno del dormitorio realizzato dagli alpini a tempo di record, in due mesi.
    Il vicario del vescovo mons. Lanfranchi benedice la nuova struttura.