Gorizia città alpina

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    Il raduno del 3º raggruppamento che si terrà a Gorizia, dal 17 al 19 giugno ha due temi principali attorno ai quali è stato predisposto l’intero programma della tre giorni, riportato nella guida allegata a questo numero de L’Alpino, con lo stesso filo conduttore legato alla memoria e al ricordo. Il primo tema è quello della commemorazione dei Caduti della Prima Guerra Mondiale: Gorizia è la città scelta dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia come fulcro degli eventi per l’anno 2016, ricorrendo nel mese di agosto il centenario dell’entrata delle truppe italiane.

     

    La città fu infatti evacuata dalle forze austro-ungariche, che si ritirarono su una linea difensiva immediatamente a est, dopo che i due bastioni difensivi della testa di ponte di Gorizia, il Monte Sabotino a nord e il San Michele a sud, vennero espugnati grazie anche all’impiego di tattiche innovative, utilizzate per la prima volta dall’esercito italiano nel corso della guerra. Di fatto il successo fu, nell’economia della guerra, più a livello propagandistico che come reale risultato strategico, ma servì a risollevare il morale dei soldati e dell’opinione pubblica, che vedevano conquistata la prima città austriaca dopo oltre un anno di assedio e sanguinosi assalti.

    Il secondo tema è legato al ricordo del periodo in cui Gorizia e la Valle dell’Isonzo ospitarono stabilmente reparti alpini. Questa risale a subito dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale, quando la città e il suo territorio divennero parte del Regno d’Italia. Tuttavia, una prima presenza di truppe alpine, inserita nell’ambito delle operazioni belliche, la si trova nel contesto delle battaglie dell’Isonzo quando diverse furono le batterie di artiglieria da montagna che operarono in appoggio alle fanterie italiane. Nell’ottobre 1917 fu invece la 880ª Compagnia mitraglieri alpini ad essere protagonista delle operazioni militari in città, dovendo coprire la ritirata italiana in seguito allo sfondamento austro-tedesco di Caporetto del 24 ottobre.

    Al termine del conflitto, il 1º maggio 1919, giunse a Gorizia, per svolgervi servizio di guarnigione, il battaglione alpini Aosta. Da quel giorno, e fino al 1943, i reparti alpini costituiranno una costante e famigliare presenza per i goriziani e gli abitanti dei dintorni, chiamati anch’essi a svolgere spesso il loro servizio militare proprio nelle Truppe Alpine. Nel 1920 divenne operativo a Gorizia il 9º reggimento alpini, alle cui dipendenze erano posti il battaglione Bassano a Gorizia, il battaglione Vicenza, di stanza a Tolmino, il battaglione Feltre a Caporetto e il battaglione Cividale, a Cividale. In seguito rimasero alle dipendenze del 9º Alpini solamente il Bassano e il Vicenza, cui si aggiunse il battaglione L’Aquila, costituito proprio a Gorizia il 13 aprile 1935.

    Gorizia divenne anche la sede del Comando di reggimento del 3º artiglieria alpina e del gruppo Udine, entrambi dal 1926. Da Gorizia i reparti, inquadrati nella 3ª Divisione alpina Julia, partirono per prendere parte alle operazioni di occupazione dell’Albania nel 1939 e partecipare alle operazioni belliche sul fronte greco nel 1940-1941. Rientrati in patria, nell’agosto 1942 partirono per il fronte russo dove scrissero gesta entrate ormai nella leggenda.

    Nel frattempo, i depositi reggimentali proseguivano l’attività di addestramento di reclute e complementi da inviare al fronte. L’armistizio dell’8 settembre 1943 vide lo sbando del Regio Esercito e delle sue unità, comprese quelle alpine: cessò così definitivamente, dopo oltre 20 anni, la presenza di reparti alpini a Gorizia.

    Pierpaolo Silli

    gorizia@ana.it