Gli alpini ad Agolla

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    In una piccola valle circondata dagli Appennini e irrigata dalle acque dello Scarsito sorge Sefro, un borgo marchigiano fuori dal tempo, immerso in rigogliosi boschi attraverso i quali si snoda il cammino francescano che da Assisi conduce a Loreto. Poco più a valle, un gruppetto di case si affaccia su vie dai nomi di piante e arbusti. È la frazione di Agolla, ancor più piccola del piccolo.

    È qui che gli alpini della Sezione di Bergamo stanno completando l’edificio polifunzionale destinato alla comunità e principalmente agli anziani del paese che da tre anni non hanno più un luogo in cui ritrovarsi e socializzare, né dove seguire le funzioni religiose. La storia di questo progetto che si è aggiunto a quelli programmati dall’Associazione per aiutare le popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma, nasce dalla grande sensibilità di un’insegnante, Daniela Mazzanti, che ha colto il grave disagio manifestato dagli abitanti di Agolla e si è spesa per due anni contattando insistentemente gli enti locali e regionali per avere un aiuto che mai è arrivato.

    Arrabbiata ma non scoraggiata Daniela ha pensato di chiedere agli alpini che spesso aveva visto accorrere in soccorso dopo i terremoti. Grazie agli indirizzi email trovati su internet ha iniziato ad inviare richieste d’aiuto praticamente a tutti gli uffici della Sede nazionale: «Il sisma che ci ha interessato e che ancora non ci dà tregua ha destabilizzato i più piccoli ma in egual misura le persone anziane che invece in questa stagione della loro vita dovrebbero godere di serenità e riposo. Mi permetto di chiedere a Voi un aiuto o semplicemente un consiglio su come poter realizzare un piccolo centro sociale, mettendomi in contatto con chi possa aiutarmi!». Da quel giorno di inizio giugno di due anni fa la macchina alpina si è messa in moto senza soluzione di continuità.

    Da Milano la voce è passata al Presidente della Sezione Marche Sergio Mercuri, poi al Capogruppo di Val Potenza, quindi il vice Presidente nazionale Lorenzo Cordiglia con un sopralluogo ad Agolla ne ha valutato la fattibilità. L’approvazione del progetto da parte del Consiglio Direttivo Nazionale ha definitivamente messo a disposizione i fondi necessari per l’intervento.

    Così, in via dei Ciliegi, nello spazio accanto alla vecchia scuola – che oggi ospita alcune famiglie che non hanno più la casa a causa del sisma – al posto di un campetto sconnesso vegliato da un cesto da basket arrugginito, è nata una nuova casa. È tutta in legno ed è un luogo più sicuro dove rifugiarsi in caso di una nuova emergenza.

    «È uno dei motivi che mi ha spinto a dedicarmi a questa iniziativa », rivela Daniela. «Già durante il sisma del 2016 e ancor prima nel 1997 proprio nello spiazzo in cui sorge oggi la casetta erano state allestite le scomode tende della protezione civile». L’azienda che ha curato il progetto della casa e della veranda che si appoggia all’edificio adiacente ha realizzato la parte strutturale sul terreno messo a disposizione dal Comune di Sefro, guidato prima da Giancarlo Temperilli e oggi da Pietro Tapanelli.

    Sugli interni e sui servizi lavora invece una squadra di volontari alpini della Sezione di Bergamo, supportata dalle penne nere di Val Potenza. Il completamento dei lavori è previsto ad aprile. Cercando la morale in questa storia si può affermare che grazie agli alpini un messaggio d’aiuto non è stato ignorato e non è rimasto impigliato nella fitta rete di legacci dei burocrati.

    Matteo Martin