Cento anni tra lago e monti

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    “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli…”. L’autore de I Promessi Sposi ci perdonerà per aver preso in prestito le sue parole e averle accostate all’altro ramo del lago di Como, quello che termina nell’abbraccio di questa città di rara bellezza che lo chiude e gli nega la condizione di “… prender corso e figura di fiume”. A sei chilometri da Como lungo la serpeggiante strada che porta a Bellagio si incontra il paese di Torno, forse dal celtico “turn” che significa svolta. In questo punto infatti il lago circonda un promontorio sul quale è adagiato lo splendido borgo lacustre, stretto tra le acque e le montagne fino ai 1.236 metri del Monte Boletto.

    La sua storia si perde nella notte dei tempi; lo dimostrano i massi avelli – massi erratici scavati per ricavarne tombe in epoca pre-romana e, vicino, la Pietra Pendula, una vera rarità geologica. Poco distante Villa Pliniana con la fonte intermittente già ricordata da Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane e descritta anche da Leonardo (sopra Como 8 miglia è la Pliniana, la quale cresce decresce ogni 6 ore). Il paese, che ha conservato le tipiche viuzze strette e in salita dell’antico borgo, ha due chiese di rilievo: la parrocchiale, di origina romanica, è dedicata alla patrona Santa Tecla e si affaccia sul porticciolo; la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista del Chiodo che deve la sua popolarità alla presenza di un prezioso Chiodo della croce di Cristo qui lasciato, secondo la tradizione, da un arcivescovo tedesco di ritorno da una crociata.

    Tutte le ville della splendida zona hanno ospitato nel corso dei secoli personaggi illustri da tutto il mondo (Napoleone, Stendhal, Vincenzo Bellini, Alessandro Volta, Gioachino Rossini, Byron, Ugo Foscolo). Ma a Torno c’è un’altra realtà di prim’ordine: gli alpini, i alpinn laghée come si dice in dialetto comasco cioè gli alpini del lago. E sono alpini importanti quelli di Torno perché il loro Gruppo è stato il primo in assoluto ad essersi costituito nell’agosto del 1920, pochi giorni dopo la fondazione della Sezione di Como della quale è parte. Si legge sul loro diario “Il primo di agosto 1920 in Torno presso l’albergo Vapore, mercé l’interessamento del cav. Achille Ponti, col concorso di dieci ex alpini di Torno e otto ex alpini di Blevio, si è costituito il Gruppo Torno della Associazione Nazionale Alpini. Sia questa data ricordata dai soci e auguriamoci lunga vita del Gruppo”.

    L’inaugurazione ufficiale con la benedizione del gagliardetto avvenne il 17 ottobre con una festosa cerimonia alla quale partecipò il Presidente nazionale Arturo Andreoletti. Il primo Capogruppo fu Romeo Maggi; gli successero Giovanni Pozzoli, Baldo Somigliana – Medaglia di Bronzo al Valor Militare, cui è dedicato il Gruppo, Edoardo Masciadri, Gianni Gandola, Alberto Guarneri, Giuseppe Maggi, Giorgio Cavalmoretti e l’attuale Fiorenzo Bernardinello. Un Gruppo attivo che ha realizzato interventi anche molto significativi, solo per citarne qualcuno nel 1921 gli alpini contribuirono alla costruzione del monumento ai Caduti.

    In anni successivi ripristinarono la mulattiera che conduce ai monti detta del boecc; eseguirono il rifacimento di due cappelle verso Monte Piatto e fecero parte del comitato organizzativo della corsa in montagna Tre Valli Tornasche. Nel 1987 intervennero in Valtellina funestata da un’alluvione epocale; di recente hanno posato una statua di Sant’Antonio da Padova in una nicchia del muraglione che sostiene la loro sede. Sempre pronto ad intervenire nelle necessità del territorio, il Gruppo collabora fattivamente con Comune, Parrocchia, scuole ed altre associazioni, tanto che un alpino tornasco è componente della squadra di volontari antincendio.

    Il Gruppo, che oggi conta trentadue soci alpini e una ventina di amici, è incamminato verso il futuro con l’impegno di tramandare non solo le tradizioni degli alpini ma anche quelle del territorio e di lavorare per la salvaguardia del patrimonio culturale, turistico e montano di cui la zona è ricchissima.

    Il prossimo 30 agosto Torno sarà in festa per i cento anni dei suoi alpini, un avvenimento speciale e unico nella storia dell’Associazione Nazionale Alpini: il primo Gruppo storicamente costituito festeggia il secolo insieme alla sua Sezione, quella di Como. Un evento straordinario a conferma delle profetiche parole di quel lontano 1º agosto 1920: “…sia questa data ricordata dai soci e auguriamoci lunga vita del Gruppo”.

    Piergiorgio Pedretti