Frutti alpini

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    Caro direttore, cerco di condividere i valori di alcune lettere ed articoli che vi giungono in redazione, girandoli in foto via Whatsapp o copia via email a conoscenti e amici non iscritti all’Ana o dormienti. Alcuni rispondono ringraziando e tra questi anche figure femminili che scrivono di aver apprezzato lo spirito alpino di servizio negli articoli che riassumo: “Il profumo dell’alpinità” di Antonietta Rotondo Pc Ana Busto Arsizio – agosto 2021, “Camminare insieme” di Lucia Bianchini di Brescia – dicembre 2021, “Sempre Alpina” di Sara Zanotto, Sezione di Bassano del Grappa del giugno 2018 ecc. Significa che certamente hanno colto il vero senso della parola “alpinità”. Tra queste una mamma amministrativa, fin da piccola maratoneta per passione, campionessa per la categoria F55, da sempre abituata al sacrificio (nel nostro ambiente conosciuta come “mamma sprint”), nella risposta ha aggiunto anche il seguente e simpatico commento: “Ma come si fa a non voler bene agli alpini?”. Per noi è una inattesa gratificazione che ci onora. Non stanchiamoci di seminare valori, per poi coglierne i frutti in futuro.

    Giorgio Bighellini, Gruppo di Buttapietra, Sezione di Verona

    Quando scriviamo dobbiamo sempre ricordare che non sappiamo dove vadano a cadere le sementi che ci sono dentro. Mi ha fatto ridere un papà che una volta mi ha scritto: “Mio figlio, che nei temi prendeva sempre quattro, questa volta è venuto a casa con un otto. Aveva copiato un tuo editoriale. Ma perché gli era piaciuto”. La lettera che ci inoltri, caro Giorgio è una evidente conferma che quando diciamo cose interessanti, c’è sempre qualcuno che ne fa tesoro.