Finalmente insieme

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    Ci sono voluti più di nove mesi, ma alla fine la dirigenza della Sezione di Ivrea, guidata dal Presidente Giuseppe Franzoso, è riuscita a dar vita alle iniziative programmate per celebrare il centenario di fondazione della Sezione, dopo aver dovuto aspettare che la situazione generale della pandemia (che aveva costretto a rimandare le manifestazioni) desse segni di miglioramenti effettivi.

    La prima uscita ufficiale, l’11 settembre scorso, è stata caratterizzata dalla benedizione del vessillo del centenario, donato dalla madrina Margherita Barsimi Sala, da parte del vescovo di Ivrea monsignor Edoardo Cerrato, cui è seguita la Messa officiata dal vescovo, per ricordare il legame con “la millenaria civiltà cristiana” di cui parla la Preghiera dell’Alpino.

    Durante la cerimonia, accompagnata dal coro sezionale di Ivrea, il presule ha avuto parole di elogio verso gli alpini, che sono stati sempre presenti nella sua vita, dal momento che suo padre e uno zio avevano militato tra le penne nere durante la Seconda guerra mondiale e sua madre è madrina del Gruppo di San Marzanotto (Asti), paese natale del vescovo. Ha affermato che gli alpini devono essere il motore e l’esempio per la ripartenza dopo i danni provocati dal Covid, ricordando che anche Dante Alighieri, morto 700 anni fa, aveva dovuto affrontare una dura situazione dopo essere stato esiliato e aver perso tutto: ma era ripartito e aveva realizzato quel capolavoro letterario dell’umanità che è La Divina Commedia.

    Al termine della funzione religiosa gli alpini di Ivrea hanno sfilato per le vie della città fino al monumento ai Caduti per l’alzabandiera e la deposizione di un mazzo di fiori. Un altro momento importante è stato lo scoprimento della targa ricordo del battaglione Ivrea, posizionata sul roccione del Castellazzo, nei pressi della fontana che ricorda Camillo Olivetti e di quella in ricordo della Divisione Alpi Graie, perché Ivrea è nota per essere stata la città del Quarto, ossia sede del Comando del 4º Alpini dal 1887 al 1934, inoltre sede dei battaglioni Ivrea, Val d’Orco e Levanna.

    È stato quindi un omaggio dovuto poiché non c’era nulla che ricordasse il Battaglione cui ha dato il nome. Alle cerimonie ha partecipato la fanfara sezionale di Ivrea, con la prima uscita ufficiale del nuovo direttore del complesso musicale, il Maestro luogotenente Marco Calandri, che è pure direttore della fanfara della brigata Taurinense. Buona la partecipazione dei Gruppi, con i loro gagliardetti, e numerosa anche la presenza delle autorità civili, in particolare del sindaco di Ivrea Stefano Sertoli e dei sindaci dei paesi sede di un gruppo alpini.

    La storia della Sezione di Ivrea è densa di avvenimenti (ne avevamo parlato nel numero dello scorso maggio, n.d.r.) che verranno raccontati nel volume curato dalla Sezione e che verrà presentato il prossimo anno, all’interno delle manifestazioni che culmineranno con il raduno del 1º Raggruppamento che si terrà a Ivrea nel settembre del 2022.

    Paolo Querio