Vertigo

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    L’esercitazione “Vertigo – Cinque Torri 2021” ha visto protagonisti le donne e gli uomini del 7° Alpini, con il contributo di assetti delle brigate Julia e Taurinense e del Centro Addestramento Alpino, nello scenario più bello delle Dolomiti di Cortina d’Ampezzo. Torre Grande, Torre Seconda, Torre Latina, Quarta Torre e Torre Inglese, con le diverse cime che compongono questo fantastico complesso dolomitico, sono nomi noti a tutti gli alpinisti sportivi e agli alpini che qui trovano una palestra unica per esercitarsi in tutte le tecniche dell’arrampicata.

    L’esercitazione, coronamento dei corsi di roccia e di addestramento svolto dagli alpieri e dagli alpini, ha permesso di valutare e testare le diverse tecniche e le tattiche alpinistiche collettive ed individuali, di collaudare la preparazione nelle diverse modalità di soccorso in ambiente verticale da parte del Soccorso Alpino Militare, contestualmente con il Cnsas e l’impiego degli elicotteri dell’Aves nell’ambiente montano. Tre sono state le fasi distinte nelle quali hanno visto esercitarsi le Truppe Alpine e il personale coinvolto.

    Una prima dedicata alle tecniche alpinistiche e alle diverse modalità di intervento nel soccorso in parete, una seconda concentrata su tecniche, esercizi e modalità di intervento delle Truppe Alpine nell’assalto verticale e una terza di guerra in montagna che ha compendiato e unito le fasi precedenti con le modalità operative di un atto tattico complesso nel tipico territorio alpino. Nella fase dell’assalto verticale, ovvero dove le capacità alpinistiche hanno dovuto trovare abbinamento con quelle del combattimento, sono stati messi in evidenza con appositi esercizi addestrativi gli aspetti tecnici dello stare e del muovere in parete con l’aggiunta dell’utilizzo delle armi.

    Come ha avuto modo di evidenziare il gen. C.A. Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, queste attività non vanno considerate come meri virtuosismi. Gli alpini, ovvero i soldati, in grado di eseguire e condurre tali tecniche di combattimento sono e saranno veramente in grado di fare tutto, basti solo immaginare che al posto delle ripide pareti di questo scenario dolomitico ci siano i palazzi e le costruzioni verticali di un centro urbano o un terreno impervio e normalmente inaccessibile. Istruttori e alpieri hanno dato dimostrazione di attraversamenti aerei di uomini e materiali da una cima all’altra mediante teleferiche, di mobilità per il raggiungimento di cigli, diversamente inaccessibili, con la tecnica del pendolo, discese rapide in corda doppia o impegnando contemporaneamente le armi individuali nella discesa all’australiana, trasporto di materiali in cordata, presidio ed ingaggio in passaggi occulti.

    Nell’anfiteatro ovest delle Cinque Torri si è svolta successivamente una spettacolare azione dimostrativa delle capacità peculiari delle unità delle Truppe Alpine di vivere, muovere e combattere in ambiente montano su terreno impervio dalla morfologia estrema e verticale. L’esercitazione tecnico tattica ha visto l’impiego di un plotone del 7º Alpini, una sezione del 3º reggimento artiglieria terrestre da montagna, unità del 2º Genio guastatori alpini, supportati da elicotteri del 4º reggimento “Altair” e del 5º reggimento “Rigel” e velivoli del 51º Stormo dell’Aeronautica Militare, guidati da un Joint Terminal Attac Controller del 3º reggimento artiglieria da montagna della Julia.

    Nello scenario caratterizzato da pareti a strapiombo e terreno impervio, tipico ambiente operativo dove solo le Truppe Alpine sono in grado di esprimere le proprie esclusive capacità, sono state condotte azioni di assalto verticale. Con attacchi, utilizzando posizioni di vantaggio e vie attrezzate su versanti nascosti all’osservazione nemica, sono state neutralizzate le varie resistenze, permettendo il trasferimento tramite traversate aeree di alpieri, armi ed equipaggiamenti. Un nucleo del Genio guastatori alpini dopo aver effettuato una discesa ha attivato il superamento di un ostacolo passivo in parete, collocando una carica da far esplodere da posizione sicura e permettendo così l’assalto finale.

    Nel mentre diversi alpieri si sono calati verticalmente per rinforzare le posizioni già acquisite e tese a impedire l’accesso ad eventuali rinforzi nemici, sfruttano multiple posizioni lungo le pareti per ridurne lo spazio di manovra. Nel nutrito parterre delle autorità c’era, tra gli altri, il Presidente nazionale Sebastiano Favero: «Mi sono emozionato perché ho rivisto quello che i miei vecchi mi raccontavano durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, ovvero la capacità degli alpini di operare in territori difficili.

    L’esercitazione di oggi ha unito il passato al presente e lo ha condotto nel futuro». Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. C.A. Pietro Serino, ha parlato delle indiscusse qualità degli alpini: «La mia idea di Esercito è quella di un’organizzazione che si riappropria della dimensione terrestre e in questo gli alpini sono un esempio perché non l’hanno mai abbandonata. Volevo anche che tutte le Armi e i componenti della Forza Armata diventassero i custodi di una propria specificità e che l’insieme delle specificità di tutto l’Esercito italiano rappresentassero l’unicità e l’indispensabilità dell’Esercito e voi alpini siete specifici per nascita. Volevo anche un Esercito orgoglioso dell’uniforme che indossa e che mostrasse che la disciplina e la forma sono la migliore espressione della sostanza e voi alpini avete fatto di questo la vostra tradizione». E ha concluso sorridendo: «Direi che sul 3 a 0 possiamo chiudere la partita».

    Federico Grattoni