Fiamme al Sud

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    I volontari delle squadre antincendio boschivo della Protezione Civile Ana sono intervenuti in Calabria, Sicilia e Sardegna, a fronteggiare la drammatica situazione emergenziale, a seguito degli incendi boschivi che stavano letteralmente mandando in fumo ettari di territorio. “Mai farsi trovare impreparati” dicono spesso i nostri coordinatori… e hanno ragione! Mentre in televisione scorrevano notizie preoccupanti sugli incendi in Sardegna e Sicilia, i nostri coordinatori e capi squadra Aib passavano in rassegna le attrezzature e gli automezzi in previsione di una possibile chiamata che poi è arrivata: destinazione Sicilia.

    Per prime sono partite le squadre del 2º e 3º Raggruppamento (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), aggregate alle colonne regionali in partenza per la Sicilia, mentre le associazioni nazionali sono rimaste ferme per essere impiegate in Calabria. Arriva una telefonata del Coordinatore nazionale della Protezione Civile Ana, Andrea Da Broi, con la richiesta di preparare attrezzature, automezzi e volontari Aib di secondo livello: si parte! Tre squadre equipaggiate di tutto il necessario viaggiano un’intera giornata e arrivano a Rosarno Reggio Calabria.

    Il mattino successivo fuori dall’hotel ci sono i due Dos (Direttori Operazioni Spegnimento) dell’ente Calabria Verde, pronti a confrontarsi e a illustrare l’emergenza. Gli alpini si sono resi conto fin da subito della gravità della situazione e mettendo in campo tutta la professionalità di cui sono capaci i volontari delle squadre Aib, giorno dopo giorno hanno cercato di essere utili e determinanti nello spegnimento di quel mostro che stava divorando il parco dell’Aspromonte, in particolar modo il territorio del comune di Roccaforte. «Sono state giornate di intenso lavoro, dove non abbiamo fatto altro che pensare a risolvere l’emergenza per cui siamo stati addestrati ed equipaggiati: la lotta attiva contro le fiamme» spiega Francesco Morzenti, referente nazionale della specialità Aib della Pc Ana.

    «Dodici giorni di duro lavoro che abbiamo trascorso trovandoci spessissimo davanti ad un fronte fiamma molto attivo, impossibile da chiudere in una giornata a causa della grande vastità della zona interessata. Dopo una settimana, siamo stati raggiunti da un altro contingente Aib della Vallecamonica, volontari freschi e giovani che hanno portato un po’ di sollievo. Hanno lavorato sodo pure loro per ben otto giorni per poter spegnere definitivamente le fiamme». Se in Calabria, Sicilia e Sardegna la situazione lentamente e faticosamente è tornata alla normalità, è certamente anche merito dei nostri volontari che con il loro lavoro, il loro impegno e il loro spirito di servizio hanno dimostrato ancora una volta come “per gli alpini non esiste l’impossibile!”.

    Stefano Meroni