Festa solenne

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    Grande e intensa giornata domenica 8 ottobre a Mestre e Venezia per la 57ª festa della Madonna del Don. Festa in edizione solenne per recuperare quella del 2021 che, a causa della pandemia, per la necessità di contrarre i numeri dei partecipanti, è stata trasformata in una edizione dedicata alla nostra Protezione civile e alla nostra Sanità Alpina. Dopo il tradizionale momento di saluto con l’autorità cittadina il vicesindaco Andrea Tomaello, le due massime autorità dell’Ana, il presidente nazionale Sebastiano Favero e il comandante delle Truppe Alpine gen. Ignazio Gamba, hanno fatto ingresso nello schieramento in piazza Ferretto scortando il Labaro, dando così inizio, con l’alzabandiera, alla cerimonia.

    Nei loro interventi il vicesindaco, il presidente Favero e il comandante delle Truppe Alpine, hanno ricordato, con molta emozione, il recentissimo incidente sul cavalcavia di Mestre Marghera nel quale hanno perso la vita 21 persone, per il quale eravamo usciti dal lutto cittadino e regionale il giorno prima.

    È seguita la Messa nella chiesa dei padri cappuccini. Sotto lo sguardo emozionato del nuovo frate guardiano, fratel Albino Boscolo, e della guida del padre provinciale Alessandro Carollo, Favero ha donato l’olio alle sacre lampade, le ha accese e il generale Gamba ha letto l’atto di dedicazione degli alpini alla Madonna del Don.

    Cornice finale della cerimonia, l’ammainabandiera in Piazza San Marco a Venezia, alla quale ha partecipato anche il Labaro dell’Associazione Nazionale Lagunari che proprio in quel giorno concludeva il suo raduno nazionale a Venezia. Come ogni anno non ci siamo però dimenticati di colui che iniziò questa tradizione, padre Policarpo Narciso Crosara, che, come tutti sanno, fece riportare in Italia l’icona che gli fu donata nei giorni immediatamente precedenti la ritirata, da una anziana signora che l’aveva raccolta tra le rovine della sua isba.

    Il Gruppo di Montecchio, con in testa il capogruppo Remo Chilese, in sinergia col Gruppo di Mestre ha organizzato un momento di preghiera e di ricordo presso il cimitero di Montecchio dove è sepolto padre Policarpo. Una cerimonia dove sono sempre presenti i vessilli di Vicenza, Valdagno, Venezia e i loro vicepresidenti. A Montecchio, infatti, padre Policarpo dopo esser stato ospitato in una tomba di famiglia di amici, riposa dal 1995 in una sepoltura a lui dedicata, opera della Sezione di Venezia e dei cappuccini: una consolazione a chi tanto fece per i parenti di chi non è tornato.

    È doveroso ringraziare il capogruppo di Mestre Alberto Bonfiglio, anche vicepresidente, e i capigruppo della Sezione di Venezia, che ricoprono anch’essi cariche sezionali, per il lavoro e l’impegno che ci mettono nel perpetuare questa Festa, nonostante il numero degli alpini cali, le motivazioni per ricordare e organizzare questa sentita cerimonia, sono sempre tante.

    Ricordiamo a tutti che sul sito sezionale www.alpinivenezia.it oltre ad altre pubblicazioni, si può trovare in pdf, un libro sulla Madonna del Don.

    Franco Munarini