FELTRE – Ai Caduti per la pace

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    Gli alpini e la città di Feltre hanno dedicato un monumento alla memoria dei Caduti nelle missioni internazionali e in modo particolare ai cinque alpini del 7° reggimento uccisi durante l’operazione ISAF in Afghanistan, nel 2010: Gianmarco Manca, Matteo Miotto, Marco Pedone, Francesco Vannozzi e Sebastiano Ville. I loro nomi sono scolpiti nella scultura in pietra bianca dell’artista lamonese Antonio Bottegal, posta nel piazzale “Battaglione Feltre”, accanto all’altro monumento che ricorda la conquista del monte Cauriol da parte degli alpini feltrini nel primo conflitto mondiale.

     

    Una vicinanza simbolica, a memoria del sangue versato dalle penne nere in ogni tempo. Alla cerimonia d’inaugurazione del nuovo monumento preceduta dal “Concert for Peace in the World” della banda musicale di Arsiè, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, accanto ai familiari degli alpini scomparsi.

    Dopo la celebrazione della Messa dedicata ai Caduti, si è formato un corteo che ha attraversato il centro città e ha raggiunto piazzale “Bat- FELTRE Ai Caduti per la pace taglione Feltre” per l’alzabandiera e lo scoprimento del monumento. A rendere gli onori un picchetto in armi del 7° reggimento. Davanti ad un numeroso pubblico si sono succeduti gli interventi del sindaco di Feltre Paolo Perenzin, del prefetto di Belluno Giacomo Barbato, del vice responsabile del Comando forze di Difesa interregionale nord, gen. Gianfranco Rossi e del presidente nazionale Sebastiano Favero. Il presidente sezionale Carlo Balestra ha spiegato così il senso dell’opera: “Sacra è la religione dei morti! È il ricordo contro l’affermazione della morte, è la certezza che i defunti continuano a vivere in noi. È la corrispondenza d’amorosi sensi, citata dal Foscolo nei Sepolcri.

    Gli scomparsi continuano ad esistere nei cuori di coloro che li hanno amati; quella corrispondenza, espressione del sentimento della continuità nella vita umana, che noi chiamiamo tradizione, storia, civiltà”. Un ringraziamento per la realizzazione del monumento è stato rivolto al Rotary nazionale alpino e alla Banca Prealpi, che hanno generosamente contribuito alla parte economica dell’iniziativa.

    Roberto Casagrande