Coraggio e abnegazione

    0
    78

    «Passione, spirito di squadra, senso del dovere». Con queste parole il presidente Luciano Davico ha riassunto lo spirito degli alpini della Sezione di Cuneo per i loro cento anni. Nella tre giorni di eventi e celebrazioni per il secolo di fondazione, le penne nere cuneesi hanno voluto ricordare quelle giovani vite spezzate, intere generazioni di giovani cancellati dall’epopea della tragica campagna di Russia: il loro ricordo resta una ferita indelebile. Lo hanno fatto intitolando la Sezione alla divisione alpina Cuneense, un modo per rendere indelebile la memoria, ma anche per ringraziare e rendere il giusto omaggio a quegli uomini, tra loro anche i reduci, che oggi non sono più tra noi.

    Durante le cerimonie legate al centenario è stata inaugurata anche una rotonda, intitolata “Rotonda del centenario”, a celebrare quel legame indissolubile che lega gli alpini alla città di Cuneo, al territorio e soprattutto ai cuneesi che tanti alpini hanno visto passare nelle numerose caserme dislocate nella provincia Granda. La “Rotonda del centenario”, è sita in Porta Mondovì in arrivo dal ponte sul Gesso. Le sculture, realizzate in corten da Francesca Semeraro e posizionate sulla rotonda, sono state donate al Comune di Cuneo. Nella scultura principale sono racchiusi i simboli di quanto rappresenti l’essere alpino: la sagoma delle montagne, la penna alpina e le impronte dello scarpone.

    Ci sono anche il logo dell’Ana e l’alpino con il suo mulo, un compagno indimenticabile e mai dimenticato tra le penne nere. Un legame profondo quasi avesse avuto un’anima sola per affrontare i mille pericoli e le tante sofferenze. Alle celebrazioni del centenario ha presenziato il Labaro, scortato dal presidente nazionale Sebastiano Favero, da alcuni consiglieri nazionali e dal comandante della brigata alpina Taurinense, gen. B. Enrico Fontana. Nella giornata di domenica non si è ricordato solamente il secolo della Sezione di Cuneo, ma si è reso omaggio allo stile di vita alpino: un’attitudine che è un modello per tutti, soprattutto in una società come quella attuale, talmente fluida da diventare quasi impercettibile.

    Il sentimento di rispetto verso i Caduti per la Patria onorati al monumento del memoriale della Cuneense, l’osservanza delle regole, lo spirito di Corpo, la solidarietà e la disponibilità ad aiutare il prossimo nel momento del bisogno sono elementi di cui dobbiamo essere fieri. Valori ben rappresentati dal nostro Tricolore, elemento fondante della comunità nazionale, della nostra Patria: essi narrano sentimenti profondi, perché tracciati con il sangue degli eroi.

    Eroi di ieri, immolatisi nell’epopea risorgimentale o nella tragedia delle trincee, e degli eroi di oggi che operano nelle missioni internazionali di pace, supportano le comunità, operano tra le macerie delle città flagellate dal terremoto o colpite dalle alluvioni. Questi valori dovrebbero essere uno incoraggiamento per tutti gli italiani. Un esempio di attaccamento al dovere, che conferisce un lustro inarrivabile alla nostra Sezione, di cui ricordiamo e festeggiamo i cento anni. Tanti gli alpini, i vessilli e i gagliardetti che hanno partecipato a questa grande festa, culminata nella sfilata della domenica; tra loro il reduce di Russia Giuseppe Falco, battaglione Dronero: 102 anni portati splendidamente.