Coppia d’assi

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    In molti, nel novembre scorso, durante la presentazione dei campionati nazionali si sono chiesti dove si trovasse Prali, luogo scelto dalla Sezione di Pinerolo per la gara di scialpinismo. In molti se lo sono chiesti anche mentre percorrevano la strada scavata tra le rocce che conduce in Val Germanasca, ad una settantina di chilometri da Torino, sorella meno conosciuta rispetto alle vicine Val Chisone e Val Pellice che insieme alla pianura pinerolese dà casa ai 48 Gruppi alpini della Sezione.

    Giunti però nel piccolo Comune che conta poco più di 260 anime, a 1.455 metri di altitudine, la domanda si è dissolta. Il viaggio lungo i tornanti che abbracciano le miniere di talco era già dimenticato davanti a quell’affascinante borgata dominata dal Gran Queyron, montagna che arriva a 3.060 metri. Prali è stata definita dalle riviste di settore “Patria del fuoripista” e le serpentine disegnate lungo i pendii lo confermano. L’inverno avaro di precipitazioni fino a fine febbraio ha ripagato gli organizzatori con una bella nevicata proprio nei giorni precedenti al campionato svoltosi il 4 e 5 marzo.

    Il sole caldo di una primavera anticipata è andato a braccetto con l’aria frizzante dell’imbrunire, quando, ad illuminare la piazza del municipio, è stato il tripode acceso da Beatrice Busalacchi, figlia di alpini del 3º reggimento insieme al primo luogotenente Jose del Rizzo, anche lui del 3º Alpini e a Carlo Peyrot consigliere della Sezione di Pinerolo. Un ideale passaggio generazionale ma anche una condivisione di valori che le tre parti, civili, militari in armi e militari in congedo, hanno il compito di portare avanti. Non sono mancati i momenti solenni e la doverosa riunione tecnica per illustrare ai partecipanti i dettagli del tracciato: 9 km di dislivello, due discese e tre salite l’ultima delle quali a 22 metri dall’arrivo per permettere agli spettatori di godere di una manovra scialpinistica tipica, il cambio pelli.

    Sono state 120 le coppie partecipanti; 176 soci alpini, 6 militari in armi e 40 aggregati tra cui 8 donne, tutti estremamente soddisfatti all’arrivo. Più di tutti, naturalmente, lo sono stati i vincitori Richard Tiraboschi e Riccardo Donati della Sezione di Bergamo che hanno tagliato il traguardo in un’ora e 49 secondi conquistando così il titolo di campioni italiani di scialpinismo dell’Ana. Un testa a testa il loro con i pluricampioni Valter Trentin e Marco Vavassori della Sezione Valtellinese staccati di circa 2 minuti che si sono dovuti accontentare del secondo posto.

    Bronzo per Luca Milini e Giordano Rovetta Sezione di Brescia che hanno bissato il risultato dello scorso anno, completato la gara in un’ora, 5 minuti e 38 secondi. Per la classifica a squadre primo posto per la Valtellinese, seconda Bergamo, terza Salò. Da segnalare i due soci aggregati Giacomo Luvini, classe 1989 e Cristian Minoggio, classe 1984, portacolori della Sezione Intra che in soli 58 minuti e 2 secondi hanno completato il tracciato prima di tutti i partecipanti. Insomma, un vero e proprio successo per quello che è il campionato più giovane dell’Ana. Un risultato attenuto grazie all’impegno di molti che dietro alle quinte hanno lavorato senza risparmiarsi. Ora non resta che continuare perché il 2023 è per la Sezione di Pinerolo l’anno del centenario e il campionato non è stata che una delle numerose manifestazioni in programma.

    Gio Moscardi