Contrin mozzafiato

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    Sembra incredibile, ma ogni volta che si risalgono le rampe della Valle di Contrin nessuno resta insensibile ai panorami mozzafiato che fanno da anfiteatro naturale a questo scorcio di Trentino. Quando poi il sentiero, reso agevole negli anni dai lavori di ripristino sostenuti dall’Ana e dalla Provincia Autonoma di Trento, viene letteralmente invaso da una lunga ed ininterrotta colonna di cappelli alpini, questo panorama diventa unico e irripetibile. Insomma, il binomio “alpinimontagna” qui al Contrin si fa oggetto di tangibile riscontro, e l’animo del buon alpino ne trae certamente beneficio e giovamento.

    Domenica 28 giugno scorso uno sfavillante sole estivo (finalmente il primo dopo ben due anni di acqua e freddo) ha accolto le migliaia di penne nere giunte da ogni parte d’Italia, i più fortunati sin dai giorni precedenti l’annuale raduno per poter godere della generosa ospitalità della famiglia Debertol – in testa il capostipite Giorgio, alpino doc – che sin dal 1974 gestisce la “Casa degli alpini” che è il rifugio Contrin e l’annesso rifugio Efrem Reatto, per conto dell’Ana. Alle 11,15 come da copione ormai consolidato, l’avvio della cerimonia con la resa degli onori al vessillo della Sezione di Trento, scortato per l’occasione dal Presidente nazionale Sebastiano Favero, dal Presidente della Sezione ospite Maurizio Pinamonti, dal gen. Marcello Bellacicco, vice comandante delle Truppe Alpine e da molti Consiglieri nazionali e sezionali.

    Dopo l’alzabandiera l’onore ai Caduti, con la deposizione di una corona d’alloro al monumento annesso alla chiesetta, recentemente oggetto di ristrutturazione. I discorsi ufficiali, conclusi dall’intervento del Presidente Favero, hanno quindi introdotto il momento della Messa, concelebrata da don Enrico Pret, assistente spirituale della Sezione Ana di Trento, e da don Gianni Ciorra, nuovo cappellano militare da pochi giorni in forza al Comando Militare Regionale Trentino Alto Adige, assistiti da un diacono alpino giunto dalla Toscana. La fanfara Monte Zugna di Lizzana ha, come di consueto, scandito i tempi musicali della cerimonia. Anche quest’anno la conca di Contrin era una macchia di colori: oltre 30 vessilli e ben 165 gagliardetti hanno letteralmente “decorato” di Tricolore la spianata erbosa.

    In questo avvio di centenario, non poteva non tornare alla mente che proprio cent’anni fa – e più precisamente il 6 settembre 1915 – un pezzo da montagna da 70 dell’artiglieria italiana, fatta portare attraverso il Passo delle Cirelle sino sulla linea italiana con immane sforzo, aprì il fuoco sulla Contrinhaus distruggendola; all’epoca il rifugio ospitava il comando austroungarico della zona di operazioni Gran Vernèl-Ombretta. Il fatto singolare è che l’ideatore dell’attacco ai danni della Contrinhaus fu proprio quel capitano Arturo Andreoletti, fondatore dell’Ana che, a guerra terminata, grazie all’intervento della Sat e di Casa Savoia, riuscirà ad ottenere la proprietà e la conseguente ricostruzione del rifugio Contrin, la Casa degli alpini.

    Alla memorialistica dell’edizione 2015 del raduno al Contrin vogliamo in chiusura aggiungere che, proprio negli stessi giorni del raduno, è stato rinvenuto nelle adiacenti zone del Costabella, uno scheletro completo d’un alpino che, secondo la ricostruzione degli storici, apparteneva molto probabilmente alla 206ª compagnia del battaglione Val Cordevole, comandata proprio dal capitano Andreoletti, e che nei primi giorni di guerra partecipò alla presa – non incruenta – del Passo delle Cirelle; proprio attraverso quel Passo, il capitano Andreoletti – autorizzato all’azione dal generale Petitti di Roreto – fece appunto passare il pezzo di artiglieria che avrebbe distrutto il primitivo nucleo del nostro amato rifugio, per poi nel tempo farlo ricostruire; insomma: «Far e desfàr… l’è tut en laorar!», come diceva mia nonna…

    Paolo Frizzi


    Pittore alpino cercasi

    Il rifugio Contrin, altrimenti detto la “Casa degli alpini”, regala un soggiorno di due o tre giorni a un alpino abile disegnatore che si offra di affrescare gli spazi comuni. Si tratta di realizzare qua e là, nel corridoio e nelle sale da pranzo, qualche disegno tipicamente alpino: il mulo e il suo conducente, un vecio o un bocia… ispirandosi, con la dovuta riverenza, a Giuseppe Novello indimenticabile alpino, pittore e vignettista. I candidati possono chiamare il numero 0462/601101 e prendere accordi direttamente con Giorgio Debertol.