CONEGLIANO – Una nuova casa

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    Il paese di Pianzano, imbandierato, attendeva con trepidazione la festa alpina che si è svolta all’insegna di un evento storico: l’anniversario del 50º di fondazione del Gruppo e l’inaugurazione della nuova sede, fortemente voluta da tutti gli alpini, costruita in un luogo legato all’antichità poiché si tramanda che in epoca romana lì si fosse fermato Attila con i suoi Unni per una sosta, dopo aver distrutto la città di Aquileia. Erano mesi che gli alpini di Pianzano lavoravano in modo febbrile per finire la nuova sede, lottando contro la burocrazia e il tempo, ma alla fine, ultimando gli ultimi ritocchi il giorno prima della cerimonia, hanno raggiunto l’obiettivo. La grande opera, progettata dall’architetto Mauro Giordan di Conegliano a forma di cappello alpino stilizzato, è stata ultimata. Gli alpini di Pianzano hanno voluto impostare l’evento in tre serate. La prima dedicata alla “Storia per immagini”, un evento storico-culturale sulle Dolomiti, un museo all’aperto, attraverso immagini dei luoghi delle battaglie alpine, dalle Tofane alle Tre Cime di Lavaredo; la proiezione è stata intervallata da canti del coro Mesulano di Cordignano. La serata del sabato è stata valorizzata con un concerto di canto corale, presenti il sindaco Paola Guzzo, il Presidente della Sezione di Conegliano Gino Dorigo e gran parte degli alpini della Sezione. L’esibizione di due formazioni corali, il coro I Borghi di San Vendemiano e il coro alpino Col di Lana di Vittorio Veneto, è stata un crescendo di canti alpini e della tradizione popolare, culminato con una esibizione congiunta nei due canti il Signore delle cime e l’Inno di Mameli. Domenica la sfilata lungo le vie del paese fino al monumento ai Caduti dove è stata deposta una corona di alloro e, al suono della tromba che ha eseguito “Fratelli d’Italia”, è stato issato il Tricolore. Quindi in sfilata verso la nuova sede, dove è stata celebrata la Messa al campo, come nelle migliori tradizioni alpine, seguita dalla cerimonia ufficiale dell’inaugurazione con le autorità civili e militari. Dopo i discorsi ufficiali, il taglio del nastro da parte delle autorità, affiancate dall’amico degli alpini Sergio Da Ros, che ha finanziariamente aiutato gli alpini nella costruzione di questa importante opera. E alla fine della giornata, il tradizionale spiedo alpino.