CONEGLIANO – Il raduno del Conean

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    L’ultimo fine settimana di ottobre, come ormai tradizione, si è svolto a Conegliano, la città del Cima, l’11º raduno degli artiglieri alpini che hanno militato nelle fila del gruppo artiglieria da montagna Conegliano. Sono stati due giorni di intense emozioni, la commozione ha assalito i radunisti già nella mattinata di sabato, quando si sono ritrovati al cimitero di Orsago per rendere i dovuti onori alla tomba dove riposa il sergente Giovanni Bortolotto, Medaglia d’oro al valor militare, caduto in Russia il 30 dicembre 1942.

    Una lacrima e il groppo in gola è venuto a molti quando il coro Code di bosco ha intonato la canta Io resto qui: addio. Nel pomeriggio, nello splendido scenario dell’ex convento San Francesco, il gen. Silvio Mazzaroli ha raccontato 36 anni di ufficiale di artiglieria da montagna attraverso il suo libro “Una vita con il cappello alpino”. La sera, nella chiesa di San Martino, Riccardo Rossotto ha presentato la ristampa del libro “Ricordi di Guerra” di Domenico Rossotto, (il col. Verdotti del libro “Centomila gavette di ghiaccio” di Giulio Bedeschi), comandante del gruppo di artiglieria alpina Conegliano durante la tragica ritirata di Russia.

    La serata è passata in un attimo, grazie all’interessante argomento trattato, alla grande capacità comunicativa del curatore della riedizione ed alla cornice canora del coro sezionale Bedeschi. La giornata di domenica, è stata dedicata alla consueta sfilata dei radunisti, che hanno marciato sulle note della fanfara alpina di Conegliano, accompagnati dagli applausi delle molte persone assiepate ai lati della strada. In piazza Cima, al termine della sfilata, i discorsi del presidente sezionale Gino Dorigo, del sindaco Fabio Chies e del comandante del gruppo Conegliano ten. col. Davide Pascoli. Al termine delle allocuzioni è stata consegnata la piastrina del tenente Enzo Pagni (artigliere del Conegliano, Medaglia d’argento al valor militare, caduto in Russia il 21 gennaio 1943), al nipote Piero.

    La storia di questa piastrina è lunga, basti pensare che è stata comprata per pochi dollari da Gaston Binnerbini, un collezionista italo-argentino che vive negli Stati Uniti, da recuperanti russi su una piattaforma online. Binnerbini, non riuscendo a rintracciare i parenti, ha contattato la Sezione di Conegliano che dopo lunghe ricerche è riuscita a trovare il nipote. Viene spontaneo chiedersi come mai tanti uomini sentano il bisogno, anno dopo anno, di ritrovarsi. Le risposte possono essere molte, ma a me piace pensare che nel cuore di questi ormai vecchi artiglieri, arda ancora viva la fiamma della gioventù, che quell’anno passato tra le montagne, dove spesso il loro compagno di viaggio aveva quattro zampe e lunghe orecchie, sia un ricordo che vada alimentato costantemente e che le memorie, i valori e le tradizioni, a noi tanto care, possano così essere trasmesse immutate e immutabili alle future generazioni.

    Gino Ceccherini