Come eravamo

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    Bassano, fronte della Grande Guerra, ai piedi dell’Ortigara. Durante una parentesi di riposo c’è il tempo per una foto ricordo. Ce la manda Giorgio Rinaldi di Loano, che dice di aver trovato in un cassetto questa vecchia foto di suo padre Nicola, classe 1897. Emergono dal tempo immagini sbiadite che sono un tutt’uno con lo sfondo degli alberi, di soldati diversi che si tengono per mano e sembrano così simili. Per lasciare questa testimonianza che è giunta sino a noi si sono cercati, trovati. Insieme hanno combattuto e combatteranno ancora, forse qualcuno è rimasto sull’Ortigara. Ma, intanto, sorridono. Sorride anche l’alpino Nicola, mitragliere del battaglione Ceva, anche se dieci giorni prima suo fratello, medaglia d’Argento al Valor Militare, era caduto sul Montello. Ecco (da sinistra) un americano, un francese, un canadese, l’alpino Rinaldi e due inglesi.
    Il Novecento se n’è andato lasciandoci la memoria di due guerre terribili; il secolo appena iniziato si apre su scenari non meno inquietanti. Ma è confortante pensare che i Paesi di questi uomini, assieme ai Paesi dei nemici di allora, sono impegnati oggi nella difesa della pace: un impegno comune che ci lascia la speranza per affrontare meglio il futuro.