COLICO – Il senso del dovere

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    Ricordare chi ha combattuto. Ricordare il passato per costruire il futuro. Ricordare che 62mila penne nere partirono per la terribile Campagna di Russia e che soltanto 19mila fecero ritorno alle loro case e alle loro famiglie. Il senso del dovere come monito e insegnamento per le nuove generazioni. Queste le parole chiave per leggere il significato della cerimonia del 74º anniversario della battaglia di Nikolajewka organizzata dalla Sezione di Colico.

     

    Commemorazione che, in una cornice di montagne innevate, ha visto tante penne nere riunirsi per una giornata nel segno della memoria. Tutto è iniziato il sabato sera, nell’auditorium Michele Ghisla dove, alla presenza del sindaco Monica Gilardi e del comandante del gruppo Aosta col. Francesco Suma, si è esibita in concerto la fanfara della brigata alpina Taurinense.

    Domenica mattina, alzabandiera in piazza 5º Alpini, alla presenza di un picchetto armato del 1º reggimento artiglieria alpina di Fossano e del comandante delle Truppe Alpine, gen. Federico Bonato. La Messa officiata nella parrocchiale di San Giorgio dal cardinale Francesco Coccopalmerio, è stata concelebrata con i parroci del territorio e con il cappellano della Sezione padre Ludovico Valenti, priore dell’abbazia cistercense di Piona e ufficiale del battaglione Tirano. Centinaia di alpini hanno percorso le vie cittadine, imbandierate come non mai, con l’accompagnamento della fanfara della Taurinense e della fanfara alpina Alto Lario.

    Accanto a loro il Consigliere nazionale Mario Rumo, numerosi vessilli e gagliardetti e un nutrito gruppo di volontari di Protezione Civile dell’Ana, della Protezione Civile comunale e della Croce Rossa. All’onore ai Caduti con la deposizione di una corona d’alloro sono seguite le allocuzioni delle autorità civili e militari. Nel suo intervento il presidente Bernardi si è soffermato sul dramma di quei giovani che sacrificarono la loro vita per l’Italia.

    È toccato quindi al Presidente emerito dell’Ana Beppe Parazzini che, ricordando il sacrificio degli alpini a Nikolajewka, ha accusato gli “scienziati del pensiero” colpevoli di aver sospeso il servizio militare. A causa loro oggi la gioventù è narcisista, solitaria, immalinconita. I filosofi veri, quelli che hanno fatto la nostra civiltà, ha ribadito Parazzini, partirono sempre dal senso del dovere. In ultimo il generale Bonato: «Mi sento responsabile in prima persona nel trasmettere i valori e gli insegnamenti ai nostri uomini e alle nostre donne». Al termine della cerimonia le note dell’Inno degli alpini, suonato e cantato dalla fanfara della brigata Taurinense con la fanfara sezionale di Colico, hanno chiuso una cerimonia suggestiva e densa di significato.

    l.b.