C’eravamo tanto attesi

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    L’aria di Augsburg di giovedì 9 giugno era frizzante e ispirava una certa commozione: una marea di penne nere avrebbe invaso le strade tedesche nei giorni successivi, riempiendole con i canti, i cori e i saluti fraterni di chi non si vede da tanto tempo. Diverse generazioni si sono riunite dopo questi lunghi, sofferti, anni di pandemia; gli alpini si sono ritrovati per celebrare il loro 4º raduno in Europa e il 50º della fondazione della Sezione Germania e l’hanno fatto in quattro giornate memorabili, piene di cerimonie solenni, momenti conviviali ed emozionanti e attimi di memoria e celebrazione che resteranno per sempre nella storia di tutte le Sezioni.

    Questi due anni di pandemia da Covid-19 hanno offerto agli alpini l’occasione di essere riconosciuti come modelli di senso civico e istituzionale. Non solo, gli sforzi dei soci sono stati tangibili e in prima linea per ogni aiuto allo Stato e al popolo italiano sul territorio, come nel caso dell’Ospedale da campo di Bergamo, realizzato in tempi record. Monaco di Baviera ha offerto il suo panorama e le sue strutture come palco per queste giornate di feste e commemorazioni. L’inizio ufficiale è stato ad Augsburg con la cerimonia al monumento degli alpini, inaugurato il 2 ottobre del 1982 dall’allora Presidente Claudio De Bernardo e da Giuseppe Buizza.

    In serata è stata inaugurata la mostra “Voci sepolte nell’oblio della memoria”, dedicata agli Internati Militari Italiani e organizzata dall’Associazione Nazionale Reduci dalla prigionia, Sezione di Treviglio e dalla redazione de L’Alpino in Europa (per le Sezioni o i Gruppi che volessero esporre la mostra, si prega di contattare la Redazione del periodico L’Alpino in Europa alla seguente email: lalpinoineuropa@gmail.com).

    Nella mattinata del 10 giugno si è svolta la riunione dei Presidenti delle Sezioni in Europa e a seguire la giornata è stata dedicata alla visita a Dachau, il primo campo di concentramento nazista, liberato il 29 aprile del 1945. All’interno del lager è avvenuta la cerimonia di scoprimento della targa con la frase simbolo dell’Associazione Nazionale Alpini “Per non dimenticare”, dedicata ai 1.857 Internati Militari Italiani che giunsero con il primo convoglio il 22 settembre 1943 dal carcere militare di Peschiera del Garda. L’idea della targa nacque nel 2006 da Giovanni Camesasca, attuale direttore de L’Alpino in Europa, ma ha dovuto attendere fino al 2021.

    La visita del campo ha ridestato inevitabilmente gli orrori di quella parte di storia così cupa e mortificante, ma che deve essere tenuta viva come dovere morale. Il discorso di benvenuto è stato tenuto da Gabriele Hammermann, direttrice del Kz-Gedenkstätte, la quale ha ripercorso brevemente la storia della deportazione degli internati italiani a Dachau, sottolineando poi l’importanza di tener viva la memoria di quel periodo in questo delicato momento storico. È seguito un discorso breve ma intenso di Fabio De Pellegrini, Presidente della Sezione Germania, che ha ricordato l’importanza del luogo nella Storia.

    Quindi il Presidente nazionale Sebastiano Favero: «Dachau deve essere la memoria vivente per tutti noi ma soprattutto per le giovani generazioni. È questo il nostro compito, cari alpini, quello di trasmettere valori autentici, tra i quali, in primis, c’è la pace, la volontà di costruire la pace. Perché la pace, ce lo insegnano coloro che qui hanno dato la vita, è qualcosa che si deve conquistare e mantenere giorno per giorno, non ci è data gratuitamente. E, come diceva la direttrice, ce lo ricordano i fatti di questi giorni della guerra tra la Russia e l’Ucraina. E allora, da qui, insieme, dobbiamo trarre lo spunto per guardare avanti, forti e armati come siamo di fede e di amore, perché solo così potremo trasmettere i nostri valori alle giovani generazioni. Ce lo chiedono proprio quelli che qui hanno sofferto, che qui come diciamo noi sono ‘andati avanti’, solo così noi potremo sperare in un mondo migliore, in un’Europa migliore, in un’Italia migliore! ».

    Degli Internati Militari Italiani se n’è parlato ancora più approfonditamente sabato mattina, durante la cerimonia a loro dedicata, al Cimitero Militare Italiano d’Onore a Monaco di Baviera. La parte conclusiva della commemorazione, dopo la Messa, è stata particolarmente emozionante, con la cerimonia d’imposizione della terra natia sulle tombe dei militari, finalmente ricongiunti con il suolo per cui hanno sacrificato la vita. Nel pomeriggio c’è stato lo splendido concerto del Coro Ana della Sezione di Marostica e della fanfara alpina di Cembra, un’esperienza profonda e appagante che ha ben descritto l’atmosfera di tutte le giornate, divise tra l’aria di festa e condivisione e la solennità dell’occasione preziosa di celebrare e rinsaldare i legami umani che rendono grande la nostra Associazione. Domenica è stata lasciata libertà ai partecipanti per visitare Monaco di Baviera, una cornice perfetta e una degna conclusione di quattro giorni di memoria e celebrazioni, terminata con la cena al Grand Hotel Palladium.

    Nei discorsi, nei memoriali, nelle testimonianze che hanno trovato spazio di condivisione all’interno della manifestazione è sempre più chiaro l’impegno dell’Associazione e dei suoi rappresentanti nell’adempiere a quello che è il compito principale e storicamente più importante degli alpini in tempo di pace: essere i custodi della memoria e del compito più importante della storia per la società umana, ovvero quello di trasformare la conoscenza e l’esperienza in consigli e guide per il futuro di un Paese in continua crescita. Il 4º raduno degli alpini in Europa ha riunito persone, ricordato storie, personalità e momenti storici, ma soprattutto ha offerto a tutti, dai vecchi e preziosi membri che hanno sfidato le difficoltà fisiche per essere presenti a tutti coloro che hanno condiviso con noi questa possibilità di vivere il calore e l’affetto di cui gli alpini sono capaci. In occasioni del genere è davvero un piacere e un onore poter dire: viva l’Italia e viva gli alpini!

    Federico Motta

    LA RIUNIONE DEI PRESIDENTI

    Venerdì mattina il Grand Hotel Palladium di Monaco di Baviera ha ospitato la riunione dei Presidenti delle Sezioni in Europa. Erano presenti i rappresentanti delle Sezioni Belgio, Danubiana, Francia, Gran Bretagna, Nordica, Svizzera e del Gruppo autonomo Slovacchia, oltre alla Sezione Germania che ha organizzato il 4º raduno in Europa, in concomitanza con i festeggiamenti per il suo 50º anno di fondazione. Hanno partecipato il Presidente Sebastiano Favero, il vice Presidente Giancarlo Bosetti, il Consigliere delegato all’estero Gian Mario Gervasoni e il Revisore nazionale Mauro Ermacora. L’incontro, molto atteso dai partecipanti dopo il rinvio dello scorso anno, è stato l’occasione non solo per rivedersi, ma soprattutto per un confronto sull’operato degli ultimi anni e principalmente sui programmi futuri delle Sezioni all’estero.

    Alessandro Zazzeron