Cento per Pavia

    0
    82

    Era il 31 marzo 1922 quando un gruppo di reduci, riunitosi all’albergo Moderno, decise di dare vita alla Sezione di Pavia. Il primo presidente fu il cav. Ernesto Robustelli che quattro anni dopo diventerà presidente nazionale. Certamente qualcuno si chiederà come mai nasca così presto, in una città che non ha particolari legami con la montagna, una Sezione dell’Ana. Bisogna ricordare che durante la Grande Guerra chi era in possesso di un titolo di studio, veniva avviato ai corsi per ufficiali di complemento e a Pavia, città universitaria per eccellenza, non dovettero essere pochi coloro che, fra studenti e professori, prestarono servizio nei reparti alpini.

    Prova ne sia che i primi tre successori di Robustelli furono illustri docenti universitari; mentre per quanto riguarda la truppa, il reclutamento avveniva nella zona appenninica dell’Oltrepò e fu destinata ai reparti del 3º Reggimento. Del periodo fra le due guerre si hanno poche notizie, sappiamo dell’esistenza di alcuni Gruppi: Varzi, Monte Penice, Rovescala, Voghera, e di alcune manifestazioni a cui fu presente anche l’allora presidente nazionale Angelo Manaresi. Il secondo conflitto mondiale vide gli alpini pavesi incorporati nel 4º reggimento della divisione Taurinense, impegnata nei Balcani, mentre gli artiglieri, inquadrati nel 4º reggimento artiglieria da montagna, furono in Russia con la Cuneense.

    La Sezione riprese l’attività nel 1949, sotto la guida del gen. Enrico Pizzi, da ricordare durante la sua presidenza, nel 1954, il ritorno dalla prigionia in Russia dell’allora capitano Franco Magnani, a cui sarà conferita la Medaglia d’oro al valor militare. Un altro pavese a cui è stata concessa la massima onorificenza è il ten. Angelo Bascapè, caduto nei Balcani.

    Con il miglioramento delle condizioni socioeconomiche del Paese, l’estendersi del reclutamento alpino, prima a tutto l’Oltrepò, e poi all’intera provincia, anche le dimensioni e l’attività della Sezione si sono progressivamente ampliate, fino a raggiungere gli attuali 29 Gruppi mentre la consistenza numerica, dopo aver raggiunto la punta di 1.800 soci è purtroppo, per il noto motivo, in costante diminuzione.

    Nonostante questo e la conseguente contrazione delle attività, è mantenuta viva l’unità di Pc, viene svolta attività nelle scuole, compreso il progetto (alternanza scuola-lavoro), viene pubblicato il giornale sezionale, e negli ultimi due anni si è fatto un Campo scuola per circa trenta ragazzi e ragazze dai 10 ai 15 anni. Da segnalare che nel secondo dopoguerra si è interrotto lo storico rapporto con i reggimenti piemontesi e i pavesi hanno prestato servizio in quelli della brigata Orobica.

    Il 18 e 19 marzo la Sezione ha festeggiato il centenario, a cui si è voluto unire un’altra significativa ricorrenza, il 175º anniversario dell’adozione da parte dell’Esercito sabaudo della bandiera tricolore, fatta nel momento in cui dava inizio alla 1ª guerra di indipendenza, varcando il confine con il Lombardo- Veneto che all’epoca era, davanti a Pavia, sul torrente Gravellone.

    Sabato commemorazione a San Martino Siccomario del passaggio del Gravellone, celebrazione della Messa a suffragio degli alpini Caduti e “andati avanti”, alla presenza del presidente nazionale Sebastiano Favero. Domenica il Labaro è stato scortato dal presidente Favero e da alcuni consiglieri; con l’adesione delle autorità locali, dei sindaci dei Comuni sede di Gruppo, delle altre associazioni d’arma, di numerose Sezioni e di alcune centinaia di alpini, si è svolta la tradizionale sfilata per il centro città, conclusa nel cortile del castello visconteo. Per ricordare la ricorrenza, il 10 marzo, al prestigioso Collegio universitario Ghislieri, la Sezione ha presentato il libro che racconta il suo secolo di storia.