Cento candeline veronesi

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    La Sezione di Verona, voluta fin dal marzo del 1920 da un drappello di una trentina di alpini veronesi forgiati dall’esperienza della Grande Guerra, fu costituita ufficialmente nelle sale del palazzo della Gran Guardia l’11 aprile 1920, alla presenza del Presidente nazionale Arturo Andreoletti. Fu la terza Sezione nata dopo quelle di Torino e Verbano (oggi Sezione di Intra).

    Guidata per pochi mesi dall’avv. Luigi Sancassani (1898-1934), nel novembre di quell’anno fu affidata al col. Carlo Marchiori (1869-1949), il mitico “papà” degli alpini veronesi, reduce di Adua e della Grande Guerra, già direttore della Scuola militare di Bassano. Egli svolse con fede, passione e umanità il ruolo di Presidente fino al 1933, circondato da collaboratori di elevato livello professionale e culturale, quali Sandro Baganzani (1889-1957), professore e poeta, Antonio Lavagnolo (1882-1933), gli avvocati Giuseppe Tea (1884-1941) e il vice Presidente Bartolomeo Succio, il segretario Luigi Peloso e tanti altri.

    Durante la presidenza Marchiori nacquero una cinquantina di gruppi alpini per un totale che superò i duemila soci. La Sezione si impegnò in solenni iniziative commemorative e solidaristiche, nel ricordo dei Caduti e nel nome della Patria, acquisendo prestigio sociale. Grazie all’energico cappellano don Giuseppe Gonzato (1889-1953), la Sezione iniziò il recupero dei resti dei Caduti sull’Ortigara, ristrutturò la cappella del Lozze e creò un primo ossario. Nel 1933, dimessosi Marchiori, la presidenza fu affidata al modenese Achille Porta, generale comandante pluridecorato nella Grande Guerra, protagonista in Ortigara nel 1917, elogiato da D’Annunzio, poi generale e ultimo governatore del Dodecanneso.

    Dimessosi nel 1937 per altri incarichi, gli subentrò il capitano Pompeo Scalorbi, bolognese, condirettore generale della Cassa di Risparmio di Verona, uomo affabile e appassionato alpinista, che morì improvvisamente nel 1942; a lui nel 1952 fu intitolato l’omonimo rifugio a Passo Pelagatta, accanto alla chiesetta dedicata ai morti alpini. Alla guida sezionale nel difficile periodo della guerra si succedettero Carlo Secco, Babila Falzi, Mario Massi, Paolo Benciolini e dal 1947 Mario Balestrieri. Figura autorevole e prestigiosa nel mondo finanziario, egli fu pure successore di Ivanoe Bonomi alla Presidenza nazionale dell’Associazione dal 1951 al 1956.

    Balestrieri, con i vice Presidenti Guido Pasini (1893-1985) – socio fondatore – e Manlio Buffoni (1899-1990), guidò la vigorosa rinascita della Sezione veronese dopo la Seconda guerra mondiale, la dotò di un proprio organo di stampa, Il Montebaldo, affidato al livornese Orlando Spagnolo (1887- 1963), assicurò a Verona l’Adunata nel 1964 e resse le sorti della grande famiglia alpina veronese fino al 1978, quando si ritirò dopo aver portato le Sezioni a 173 e i soci ad oltre quattordicimila. Sezione e Gruppi erano divenuti ormai una delle componenti più vive, attive e amate in ogni angolo del territorio: presenti nello sport, nell’assistenza agli anziani, nei momenti di festa comunitaria ed in quelli di difficoltà e di calamità, pronti a solennizzare le ricorrenze nazionali, a impreziosire borghi e paesi con monumenti in ricordo dei sacrifici dei padri (si pensi alle sculture di Egisto Zago, 1884-1960) o agli innumerevoli capolavori di Giuseppe Cinetto (1920- 2015), disponibili sempre a parlare di Patria e di Tricolore nelle scuole, a sostenere la sanità pubblica fornendo apparecchiature e servizi d’ambulanza, a organizzare momenti culturali e tante altre attività.

    Lo stile e gli insegnamenti di Balestrieri continuarono ad indicare la via maestra ai presidenti successivi, a cominciare da Pier Emilio Anti, commercialista, animo sensibile, che nel 1980 volle celebrare il 60º della Sezione in chiave risorgimentale e nel 1981 visse la seconda Adunata nazionale alpina veronese, ma che la sorte rapì anzitempo agli amati alpini l’anno seguente. Dopo una breve reggenza di Gennaro Lenotti seguì, dal 1983 al 1996, la lunga presidenza di Lorenzo Dusi (1921-1998), con il quale fu creata nel 1983, grazie a Sergio Zecchinelli e Ferdinando Bonetti, la Protezione Civile sezionale; fu organizzata l’Adunata nazionale del 1990; riattata e inaugurata nel 1994 la nuova sede sezionale nello storico Palazzo del Capitano e realizzato in Albania un ponte sul fiume Kiri. Nel prosieguo degli anni Novanta alla guida della Sezione si alternarono, dal 1996 al 1999, Ferdinando Bonetti, che ricoprì ruoli nazionali nella Protezione Civile e Alfonsino Ercole per tre mandati dal 1999 al 2008.

    Con Ercole fu inaugurato nel 2000 il nuovo Circolo culturale “Mario Balestrieri”, fu dato nuovo spazio ai giovani e alle iniziative culturali e nel 2001 monsignor Bruno Fasani assunse la direzione del periodico sezionale. Seguirono dal 2008 al 2014 i due mandati di Ilario Peraro, nei quali proseguirono le innumerevoli attività sezionali, soprattutto giovanili e sportive, e si avviò la sperimentazione dell’alternanza scuola-lavoro.

    Nel 2014 fu la volta di Luciano Bertagnoli, riconfermato nel giugno del 2020 Presidente per il suo terzo mandato: oratore facondo, uomo equilibrato e rispettoso delle persone e dei ruoli, ha sviluppato con passione e convinzione tutte le iniziative di carattere solidaristico-assistenziale ed i rapporti con il mondo della scuola e della cultura. Ancora speranzoso dell’assegnazione a Verona della quarta Adunata nazionale, è con fede e passione il “presidente del Centenario”. Con lui la Sezione, confermatasi fra le maggiori d’Italia, è giunta a duecento Gruppi e a circa ventiduemila soci.

    Vasco Senatore Gondola