Dall’Italia con amore

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    Sul ponte di Livenka è scesa la neve. Sono passati tre mesi dall’inaugurazione e su quei 12 metri di ferro passano molti veicoli ogni giorno, accorciando i tragitti di decine di minuti. Il ponte è diventato anche un’attrazione con il suo design che si stacca prepotentemente da quelli imposti dal gusto locale, con i suoi 350 metri di illuminazione – donata dalla ditta pordenonese Grimel – che lo rende ben visibile anche da lontano. «Ma non abbiamo aperto semplicemente un’infrastruttura stradale – ha tenuto a precisare il capo dell’amministrazione distrettuale Igor Brovchenko – È davvero un ponte di amicizia, armonia e cooperazione e sono convinto che gli abitanti locali, con questa nuova occasione, manterranno relazioni amichevoli e continueranno a contribuire al loro sviluppo e rafforzamento». Per i volontari e per l’organizzazione l’ultima impresa in Russia non è stata facile. Prima di tutto per dove si è operato: viaggio in aereo e poi 12 ore di treno per raggiungere Livenka/Nikolajewka. Senza contare le difficoltà burocratiche per far sdoganare i materiali che sono costati ritardi e il rischio di far slittare tutta l’operazione. Ma i volontari non si sono lasciati scoraggiare e hanno comperato localmente parte del materiale che serviva: «Non è stato facile anche perché il russo non è una lingua proprio semplice ma abbiamo dovuto ingegnarci, altrimenti i tempi per l’opera non sarebbero stati rispettati », ricorda Luciano Piasentin, parà alpino iscritto al Gruppo di Pordenone Centro. Per fortuna la fatica era allietata da piacevoli incontri: «Lavoravamo in campagna e a pranzo si mangiava solitamente pane e burro… una fame! Ma alcuni abitanti venivano a portarci qualcosina in più da mettere sotto i denti e quel poco che potevano dare si vedeva che era donato con il cuore». Alla fine la bravura, la costanza e il sudore dei volontari sono stati il cemento che ha permesso di concludere in tempo per l’inaugurazione. Il ponte era la novità che ha catalizzato molta attenzione, ma non è stata l’unica opera realizzata durante la spedizione agostana dell’Associazione. Dei 24 volontari di Pordenone – è stata la Sezione che ha contribuito maggiormente – un terzo hanno lavorato alla costruzione del ponte, mentre la maggior parte ha sistemato l’Asilo Sorriso a Rossosch (a 120 km da Livenka). «Abbiamo lavorato 12 ore al giorno per 15 giorni e abbiamo rimesso a posto l’interno e l’esterno dell’asilo, un’operazione necessaria visto che dal 2009 non erano stati mai effettuati interventi importanti» racconta Tarcisio Barbui, alpino del Gruppo di San Giorgio Richinvelda (Pordenone), un veterano alla quarta esperienza come volontario in Russia. Nonostante gli interni fossero in discreto stato sono intervenuti in diversi tempi serramentisti, elettricisti e idraulici, mentre all’esterno l’erosione del freddo e del tempo avevano deturpato la piscina che è stata rifatta, insieme all’intonaco dei muri perimetrali di tutto l’edificio, con la posa di splendide formelle in ceramica realizzate dalla Scuola di Sconigo (Treviso) che raffigurano Pinocchio e Riccioli d’oro con i tre orsetti, personaggi delle fiabe amati dai piccoli di tutto il mondo. «I bambini e la popolazione sono state le sorprese più emozionanti del nostro soggiorno. Ho trovato gli adulti molto più cordiali di altre volte, mentre i bambini, più curiosi ed espansivi, venivano sempre a salutarci e per capirci sorrisi e gesti erano il linguaggio universale». Tarcisio parla anche dell’amicizia con Franz Gasparotto – “andato avanti” inaspettatamente a fine settembre – nata in occasione della trasferta e rafforzata tra spatole e martelli: «All’inizio Franz era scettico perché non è facile andar via ad agosto e lasciare famiglia e nipotini… ma al ritorno era contento come non mai per aver potuto fare quest’esperienza che definiva umanamente edificante». Come a dire che calce e stucco non sono gli unici strumenti per costruire armonia con gli altri. In più di un’occasione il Presidente nazionale ha parlato dell’importanza del volontariato e tra tutti i volontari impegnati quotidianamente in svariate attività, quelli che si occupano della costruzione di opere per la popolazione – in Russia, in Centro Italia e così via – incarnano perfettamente il sentimento dell’Associazione che vuole essere sempre vicina al prossimo in modo concreto. Il loro impegno, senza poter mostrare medaglie tintinnanti sul petto, fa crescere la considerazione e la stima nell’Associazione. Il Presidente Favero, nel corso di una serata a Conegliano, ha rivolto un grande grazie a tutti i volontari per un altro anno di solidarietà.

    Matteo Martin