CADORE – L’omaggio alle portatrici

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    “Le portatrici: una storia tutta da raccontare”. È stato questo uno dei temi principali dell’intenso fine settimana alpino svoltosi a Comelico Superiore (Belluno) in occasione del 31º raduno della Sezione Cadore. Sabato mattina una trentina di partecipanti hanno raggiunto il Passo della Sentinella a quasi 2.800 metri di quota.

    La Messa è stata celebrata sotto la neve e al ritorno pioggia e anche la Gli alpini al Passo della Sentinella. grandine. In tal modo è stato ancor più significativo l’omaggio a cento anni dal primo pellegrinaggio che i “Mascabroni” compirono proprio quando fu fondata l’Ana. Sabato sera a Padola il concerto del Coro Voci delle Dolomiti di Longarone, del coro femminile di Codissago e del coro Comelico.

    Domenica la giornata dedicata anche al raduno sezionale. Il corteo alpino accompagnato dalla fanfara di Conegliano, è partito da Dosoledo ed è giunto a piazza San Luca a Padola. In apertura l’omaggio alle portatrici di Timau, del Cadore, del Comelico, dello Zoldano e della Valle del Boite, con le gerle e gli abiti dell’epoca, iniziativa che ha coinvolto varie associazioni. È stato un doveroso ricordo alle tante donne, a volte giovanissime, impegnate per il massacrante trasporto di armi, materiali, attrezzi e vettovaglie alle prime linee. Damiano Leonetti ha effettuato un breve inquadramento storico delle vicende del Passo della Sentinella e del ruolo delle portatrici.

    Quindi l’onore ai Caduti e le allocuzioni ufficiali del Capogruppo di Comelico Superiore, Marco De Martin Pinter, del col. Mauro Da Corte del 7º Alpini, dell’on. Luca De Carlo e del Presidente della Sezione Antonio Cason. In tutti gli interventi la riconoscenza per l’operato degli alpini di ieri e di oggi e la loro importanza per la comunità. Durante la Messa concelebrata da don Luigi del Favero e da mons. Sandro Caprararo, già cappellano della brigata Cadore, il ringraziamento a quanti, alpini e non alpini, si impegnano per il ricordo e la diffusione dei veri valori della vita. E una parola particolare il celebrante ha dedicato alle donne, “per la grandezza del loro ruolo di protagoniste nel lavoro, nella famiglia, nella maternità”.

    La preghiera dei fedeli è stata letta in modo suggestivo dalle portatrici, ognuna con la sua lingua di origine: friulana, ladina, cadorina.

    Livio Olivotto