BELLUNO – Quelli della Cadore

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    Era cominciata nella giornata di venerdì sotto il sole ed è terminata nella giornata di domenica ancora sotto il sole e in una “pioggia” di applausi. Questa, in estrema sintesi, può essere la fotografia del 6º raduno della brigata Cadore che la Sezione di Belluno ha organizzato in una tre giorni densa di eventi assai partecipati. Il clima di festa è iniziato venerdì sera al teatro comunale con un applaudito concerto dei cori Ana adunata della Sezione di Belluno, Mesulano di Cordignano (Treviso) e Minimo Bellunese. Condotto da Dino Bridda il concerto ha presentato il fior fiore dei canti di tradizione alpina suscitando entusiasmo e tanta emozione. Sabato mattina la Protezione civile ha esposto i suoi mezzi nel parco Città di Bologna, mentre nell’ex chiesa dei gesuiti hanno esposto i loro prodotti le aziende bellunesi vincitrici del premio Fedeltà alla montagna indetto dall’Ana dal 1981.

    Si è poi tenuto, nella sala riunioni della Sezione, un interessante convegno sulla tutela della montagna e le prospettive di sviluppo con relatore il prof. Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura. È stato, il convegno, un punto a favore del motivo centrale del raduno che ha voluto coniugare l’azione delle penne nere a salvaguardia del territorio montano in assoluta fedeltà allo spirito istitutivo delle Truppe Alpine. Sempre sabato, dopo le cerimonie alla caserma Salsa-D’Angelo, sede del 7º reggimento alpini e in piazza dei Martiri, il carosello della fanfara dei congedati della brigata Cadore in piazza del Duomo. Le evoluzioni e la musica della fanfara, diretta da Domenico Vello e presieduta da Fiorello De Poloni, hanno richiamato la folla delle grandi occasioni che non ha lesinato applausi scroscianti agli abili musicisti.

    A seguire è stata celebrata la Messa nella cattedrale di San Martino con i canti del coro congedati della Cadore diretto da Michele Segato. Per terminare la giornata tutti allo Spes Arena per un entusiasmante concerto di fanfara, coro e solisti sotto la direzione di Domenico Vello e la conduzione di Nicola Stefani: è stato il momento nel quale maggiormente si è assistito al rinsaldarsi del legame tra le penne nere e la città di Belluno. Gran finale domenica con fanfare, sindaci e altre autorità, vessilli e labari e mille colori di cartelli e maglie indicanti i vari reparti della disciolta brigata Cadore. La città imbandierata li ha accolti tutti con applausi e la manifestazione si è tenuta sotto un sole cocente, ma che ha gratificato gli organizzatori.

    Dopo l’ammainabandiera serale in piazza dei Martiri è sceso il sipario su un raduno giudicato positivo per organizzazione e partecipazione: «Ce l’abbiamo messa tutta – ha concluso uno stanco ma felice presidente sezionale Lino De Pra – e siamo stati ripagati per il lavoro svolto dai nostri volontari. Zaino a terra solo per qualche giorno e poi all’opera per i prossimi appuntamenti. Nel mirino abbiamo il grosso impegno del raduno Triveneto delle penne nere: chiedo a loro e ai bellunesi di annotarselo e di partecipare a questa ennesima festa alpina per le strade della nostra città».