Armi della solidarietà

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    A pochi giorni dalla fine del raduno del 2º Raggruppamento l’adrenalina è ancora alta e descrivere in poche righe le sensazioni che si sono provate non è facile. Innanzitutto la soddisfazione per la grande partecipazione di alpini, vessilli e gagliardetti: lo spettacolo che si godeva dal palco all’ammassamento con migliaia di penne nere schierate in attesa dello sfilamento era qualcosa di unico. Il tutto all’interno di una struttura militare, il Polo Mantenimento Pesante Nord, che rendeva ancora più suggestivo l’evento.

    Tanti altri momenti rimarranno impressi nei ricordi: la folla di persone assiepate lungo il percorso, la centralissima Piazza Cavalli gremita sabato pomeriggio per le cerimonie a ricordo dei nostri Caduti e alla sera per i concerti delle fanfare, il Duomo di Piacenza strapieno di gente per la Messa, la consegna dell’Uomo della Pace alla nostra Associazione, nelle mani del Presidente nazionale Sebastiano Favero, da parte del segretariato permanente dei Premi Nobel per la Pace, Marzio della Giovanna.

    Non stupitevi, è proprio così, un’associazione d’Arma premiata dai Nobel per la Pace: non è un controsenso, è l’ennesima testimonianza dei valori di solidarietà di cui è portatrice l’Ana. Dove noi alpini diamo il meglio è però la fase di preparazione e l’organizzazione nei mesi precedenti il raduno, quando “c’è da lavorare” e “rimboccarsi le maniche”: è qui che emerge la nostra forza e il nostro spirito. È emozionante vedere l’impegno e la passione dei volontari, l’orgoglio di lavorare gratuitamente per far fare “bella figura” all’Associazione, alla Sezione e al proprio territorio, senza alcun interesse personale.

    C’è un altro aspetto che è doveroso sottolineare ed evidenziare: la sinergia e la collaborazione che si instaura in queste occasione con le istituzioni del territorio, che ci rende orgogliosi di essere italiani e ci conferma, anche se qualcuno potrebbe non essere d’accordo, che siamo un grande Paese e che quando ci si muove con unità di intenti nulla è impossibile. Abbiamo “toccato con mano” la stima e la fiducia che le istituzioni nutrono nei confronti dell’Ana e che la nostra Associazione si è guadagnata negli anni “sul campo” con il lavoro, il sacrificio e con l’amore verso la Patria che possiamo trovare in poche altre realtà.

    Il Presidente Favero nel corso del suo intervento di fronte alle autorità e alle migliaia di penne nere ha ribadito un concetto sempre molto caro a noi alpini: «Prima vengono i doveri e poi i diritti, perché come ci insegnavano i nostri veci, i nostri nonni, ‘prima il dovere e poi il piacere’». Prendo spunto da queste pillole di saggezza popolare per riaffermare, se ce ne fosse bisogno, che la cosa più bella, come sempre, è quella di ritrovarsi per condividere i nostri valori e per rinfrancare il nostro spirito di amicizia nato durante il servizio di leva, la nostra naja, e consolidatosi in tutte le occasioni in cui siamo stati chiamati a servire la Patria, non più con la divisa, ma sempre con l’orgoglio di portare il nostro cappello e aiutare chi si trova in momenti di difficoltà. Orgogliosi di essere alpini e di aver ospitato il raduno del 2º Raggruppamento nell’anno del Centenario della nostra amata Associazione.

    Roberto Lupi