Aprite le porte

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    Grandi novità quest’anno alla ventesima edizione del Cisa. Per la prima volta nella sua storia, il Convegno Itinerante della Stampa Alpina, tenutosi nei giorni del 2 e 3 aprile a Belluno, ha visto la partecipazione di noi ragazzi: Tommaso Anselmi di Treviso, Alessandro Marcomini e Nicola Vazza entrambi di Belluno ed io, chiamati a contribuire attivamente al dibattito nato attorno al tema “L’Ana e i giovani, loro speranze e attese”.

     

    Un’occasione per scambiarsi pareri, idee e consigli su come fare perché sempre più giovani si avvicinino a questo mondo e quindi l’associazione perduri nel tempo. All’inizio del convegno, il nostro compito è stato quello di presentare le nostre proposte per fare in modo che l’Associazione si muova verso tale scopo, mentre in un secondo momento il tutto si è svolto sotto forma di botta e risposta tra noi e gli alpini in platea, in cui sono stati toccati, oltre all’argomento principale, anche svariati altri temi.

    Non si può negare che il timore dei soci dell’Ana che il loro mondo un domani sparisca è senz’altro una paura motivata, dato lo scarso amore verso la propria Patria che si riscontra al giorno d’oggi tra i giovani, nonché il loro allontanamento da questa presenza così tradizionale e caratteristica per il nostro territorio e la tendenza, invece, a sognare una fuga all’estero. Fortunatamente, però, non tutti noi ragazzi rispondiamo a queste caratteristiche.

    Esistono ancora giovani interessati, che si appassionano, che amano il posto in cui vivono e che sono volenterosi di fare la loro parte per renderlo un posto migliore. Ne abbiamo dato una dimostrazione noi stessi, scegliendo di dare il nostro contributo a questo convegno, ma come noi ce ne sono tanti altri. È questa la realtà che abbiamo voluto portare agli occhi degli alpini che hanno partecipato al convegno, sperando che avere un’immagine realisticamente positiva dei giovani possa far rinascere in loro la speranza verso di noi.

    Questo incontro è stato poi la dimostrazione di come il dialogo fra diverse generazioni sia possibile, contrariamente a quelle che erano le preoccupazioni dei presenti. «Quando parlate ai giovani, non privilegiate i dati storici, anche se importanti, ma date risalto alle vostre emozioni, vedrete che vi ascolteremo più facilmente» queste sono state le parole di Alessandro Marcomini, e noi non possiamo che trovarci d’accordo con lui.

    L’impatto emotivo di questo convegno e delle parole di voi alpini è stato su di noi molto forte, e siamo stati altrettanto colpiti nel profondo dallo spirito di convivialità, di serenità e di gioia autentica nello stare insieme che ci avete dimostrato, e, come siete stati in grado di affascinare in questo modo anche me, che non mi sono mai ritrovata così a stretto contatto con questo mondo, così sarete in grado di incantare anche i ragazzi là fuori con cui andrete a confrontarvi. È questo che vi prego di fare. Uscite, venite a parlarci, portateci con voi a fare un’esperienza diretta di cosa vuol dire fare parte di questa associazione e fate respirare anche ad altri ragazzi l’aria di unione e solidità che ho potuto respirare io in quei due giorni.

    Vi stupirete di quanti di noi scopriranno il bisogno di legarsi ad un gruppo dal carattere definito e portatore di valori autentici come il vostro, soprattutto in un periodo come questo in cui noi ragazzi ci vediamo attorniati dai modelli di vita più disparati, cosa che altro non fa che aumentare il nostro disorientamento. Quello che offrite alle persone può essere ancora benefico e di grande aiuto. Il problema, come riscontrato durante il dibattito, sta anche nel fatto che semplicemente tanti di noi non conoscono le varie sfaccettature del far parte della vostra Associazione. In questo sta la soluzione.

    Nel farvi conoscere per quello che siete veramente. Queste sono state le conclusioni emerse durante il convegno, innegabilmente ricco e produttivo. La scelta di portare dei ragazzi a interloquire con voi alpini è stata senz’ombra di dubbio vincente e noi non possiamo fare altro che ringraziarvi per l’arricchimento che a vostra volta ci avete portato e per i bei ricordi che aggiungiamo al nostro bagaglio.

    Leonora Ruffo

    ruffoleonora@gmail.com