Amicizia tra i popoli

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    Il pellegrinaggio sul Monte Tomba, organizzato dalla Sezione di Bassano del Grappa, costituisce un unicum tra le celebrazioni che si tengono sul Massiccio del Grappa: nata oltre quarant’anni fa da un’intuizione del Gruppo di Cavaso e di alcuni veterani tedeschi, la manifestazione si è allargata nel tempo agli amici austriaci e ungheresi, eredi del nemico di ieri, ed oggi a noi accomunati “dalle opere e dai medesimi intenti, nell’amicizia e nella pace”, usando le parole di Giuseppe Rugolo, Presidente della Sezione ospitante.

    L’edizione di quest’anno, tenutasi lo scorso 4 settembre e preceduta da un omaggio ai Caduti nel vicino sacrario di Cima Grappa, è stata designata dall’Ana quale cerimonia solenne, con il Labaro accompagnato dal Presidente Sebastiano Favero. Erano inoltre presenti, a dare ulteriore lustro all’evento, il comandante delle Truppe Alpine, gen. Ignazio Gamba, il sergente Andrea Adorno, Medaglia d’Oro al V.M., e la Bandiera di Guerra del 7º Alpini, eccezionalmente giunta da Belluno con una compagnia di penne nere in armi. «Essa è la sintesi del valore di generazioni di alpini – spiega il col. Andrea Carli, comandante del reggimento – rappresenta la continuità: i soldati cambiano, la Bandiera rimane». Come da tradizione, la cerimonia è iniziata con gli onori alle bandiere delle otto nazioni un tempo belligeranti (Italia, Francia, Belgio, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Ungheria, Germania) innalzate mentre la banda di Pederobba eseguiva i rispettivi inni.

    Di fronte, in silenzioso raccoglimento, erano schierati tantissimi alpini con i gagliardetti di novanta Gruppi e i vessilli di ben ventiquattro Sezioni; i rappresentanti delle associazioni d’Arma, i sindaci della Pedemontana, molti con il cappello alpino, oltre alle delegazioni estere, tutte in perfetta uniforme. Dopo la deposizione di una corona ai Caduti, portata da un alpino e da un fante, hanno preso la parola le autorità per i discorsi ufficiali. Molto incisivo è stato quello di Favero che, prendendo spunto dalla presenza dei ragazzi dei Campi Scuola, ha ribadito la necessità di ripristinare il servizio di leva: «Dobbiamo trasmettere identità, ideali, valori: non è vero che i giovani non sono disponibili, siamo noi che dobbiamo dar loro l’opportunità».

    La cerimonia è proseguita con la celebrazione della Messa, accompagnata dal coro Valcavasia e presieduta da monsignor Bruno Fasani, già direttore de L’Alpino, e si è conclusa con il sorvolo di tre velivoli storici, che hanno tracciato nel cielo una grande scia bianca rossa e verde. Terminata la parte ufficiale dell’evento, i partecipanti hanno trascorso qualche ora in un sano clima di allegria alpina, chi nel grande stand gastronomico, chi nella baita del Gruppo di Cavaso. La manifestazione ha avuto il suo epilogo nel pomeriggio, con la rappresentazione di un atto tattico della Prima guerra mondiale, inscenato con estremo realismo dai rievocatori del gruppo storico Monte Grappa, battaglione Bassano.

    Leonardo Bortignon