Alpini sempre!

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    Gli alpini probabilmente un giorno saranno solo quello che hanno lasciato. Da oggi ad allora si possono scegliere due strade. Continuare a lottare fino all’ultimo e morire da eroi o trasformarsi, perdendo gradualmente identità ma permettendo a future generazioni di avere almeno una parte di quello che è l’alpinità di oggi e di ieri. E per i nostri figli e nipoti ritengo obbligatorio almeno provare questa seconda opzione, sicuro che poi tutti noi alpini andremo assieme come sempre nella stessa direzione. Le cose da fare sarebbero sicuramente tante ma ritengo che la più importante sia tenere in vita i valori alpini: le qualità più importanti che ci differenziano dalle altre Associazioni. La prima azione da fare consiste quindi nel mettere per iscritto l’elenco di questi valori. Non so se esiste un elenco ufficiale, questi sono quelli che propongo: 1) Famiglia: alla base di ogni società ci sta la famiglia. È il primo nucleo di formazione di tutti noi. Da una buona famiglia nasce un buon figlio e una futura buona persona. 2) Doveri prima dei diritti: prima viene il dovere, ce l’hanno sempre insegnato. Se siamo quello che siamo è perché qualcuno ha fatto qualcosa. È alla base di una società organizzata. 3) Onestà: integrità morale e correttezza. La coscienza pulita ci permette di vivere meglio e nello stesso tempo mantenere la società integra. 4) Solidarietà: aiutare il prossimo, aiutare chi ne ha bisogno. Fare qualcosa per migliorare il mondo intero. 5) Fratellanza e convivialità: perché sorridere e stare bene in compagnia è uno dei fini della vita. Stare assieme, magari davanti ad uno spiedo, un bicchiere di vino, cantando o semplicemente raccontando e ascoltando. 6) Moralità: rispetto, disciplina, ordine e pulizia. Perché l’efficienza aiuta a vivere meglio. La sfida sarà molto difficile soprattutto perché andiamo incontro ad una “società liquida”, come la chiamava il sociologo polacco Zygmunt Bauman, dove prevale l’individualismo delle singole persone e le relazioni sociali saranno sempre più fondate da strutture che si decompongono e si ricostruiscono rapidamente, in modo incerto, volatile, fluido appunto, distruggendo quindi concetti quali la convivialità e l’onestà. E dall’altra parte ci scontriamo con una politica che mette in discussione alcuni valori come la famiglia, seguendo mode e false verità e dando esempi di immoralità. Ma sono certo che tante persone siano dentro alpini (soprattutto tante donne) anche se non hanno fatto la naja, hanno solo bisogno di essere coinvolte e guidate. Abbiamo bisogno di tutti. Dobbiamo lottare per i nostri figli, per i nostri nipoti. Alpini sempre!

    Dario Bubola, Gruppo di Farra di Soligo, Sezione di Valdobbiadene

    Caro Dario, trasmettere i nostri valori alle nuove generazioni è forse il compito più importante per l’Ana, da tempo impegnata in questa direzione. L’iniziativa dei Campi Scuola per giovani dai 16 ai 25 anni (coronata da un successo davvero confortante) è, ad esempio, un tassello di questo sforzo. L’elenco dei valori da difendere che tu proponi è certo condivisibile, ma richiede in primo luogo l’opera formativa sinergica della famiglia e della scuola, ovvero le realtà in cui il giovane, trascorrendovi l’intera infanzia e adolescenza, riceve l’impronta fondamentale. Certo, l’istituzione, di un servizio obbligatorio al Paese anche di pochi mesi, che l’Ana chiede con forza, aiuterebbe non poco: la condivisione dell’impegno nell’ottica di un risultato comune è infatti la formazione migliore che si possa immaginare. Quanto al futuro, per ovviare alla nostra irrinunciabile caratteristica di associazione d’Arma una suggestione (che ovviamente propongo solo come tale) potrebbe anche essere quella di dare vita ad una fondazione che porti avanti nella storia i valori degli alpini: giusto per vedere quanti si vogliono impegnare davvero.