Alpini brava gente

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    Giorni fa mi giunge una telefonata da un numero sconosciuto. Di solito non rispondo a questi numeri penso sempre ad imbonitori telefonici ma stavolta chissà perché ho risposto. Beh! La telefonata era di una signora novantacinquenne di Nizza Monferrato che vive sola e quando se la sente per sconfiggere la solitudine chiama un alpino e con lui passa un po’ di minuti parlando di tante cose. Argomenta di cucina, di famiglia, del passato ed altro. È stato un enorme piacere discorrere con questa signora Caterina molto chiara, precisa e presente. Mi ha detto che tutte le volte che parla con un alpino ha sempre grande soddisfazione per la nostra gentilezza, disponibilità ed allegria, che legge sempre la nostra rivista e non altri giornali perché non credibili e negativi. Il giornale glielo porta il figlio che pur non essendo alpino la riceve. Ho pensato che sarà iscritto come amico od aggregato. Quando Le ho chiesto come ha fatto ad avere il mio numero mi ha detto che l’ha trovato sulla rivista “Alla casa degli Alpini”. Personalmente non conosco tale rivista. Siamo rimasti d’accordo che ci contatteremo reciprocamente con inviti a pranzo anche se lei ha dei dubbi perché non guida e deve dipendere dai figli. Concludo confermando sia la bella sorpresa che la promessa di risentirla.

    Ugo Gaioni, Gruppo di Torri del Benaco, Sezione Verona

    Caro Ugo quello che ci scrivi è una storia bellissima, che mi fa dire quanto sei stato fortunato a lasciare in giro il tuo numero di telefono. Quanto al merito delle vostre conversazioni, mi limito a sottolineare due cose che mi sembrano importanti. Prima di tutto il fatto che la gente ha la percezione che gli alpini siano persone che sanno stare e fare compagnia. In un tempo come il nostro, segnato da tanto solitario individualismo, questo valore non è soltanto una bella testimonianza, ma anche una salutare pedagogia per tutta la società. Il secondo rilievo mi rimanda alla credibilità di cui gode la nostra stampa. Mentre certo mondo mediatico racconta e vive di fake news (tradotto volgarmente: balle!), essere considerati credibili per ciò che scriviamo ci riempie di orgoglio. Quando senti Caterina salutala anche da parte nostra.