Alpini all’estero

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    Nel mese di dicembre del 1989 andai a Johannesburg (in Sudafrica) a trovare mio fratello, che non incontravo da alcuni anni, per trascorrere un po’ di tempo insieme e festeggiare con gioia ritrovata le imminenti festività natalizie. Alcuni giorni dopo il mio arrivo mi fece conoscere Pino Nanna, originario di Torino, Presidente della Sezione Sudafrica. Costui mi informò delle attività della Sezione: mostrò non poca amarezza nel confessarmi che il numero degli iscritti si era ridotto a non più di 40 alpini. I flussi migratori che dall’Italia avevano condotto in Sudafrica migliaia di persone si erano esauriti da tempo e di conseguenza non v’erano più nuovi arrivi né tantomeno ricambi generazionali. Poi con un sorriso mi donò il distintivo della Sezione, fregio che porto ancora appuntato sul mio cappello. Mi domando perché non iniziare a pubblicare informazioni su tutte le città estere che accolgono le nostre Sezioni comprendendo, ovviamente e laddove possibile, i nomi dei Presidenti e gli eventuali contatti. Se qualche alpino si dovesse trovare in una di quelle città sicuramente si recherebbe in visita presso di loro e sarebbe un motivo certo di gioia e di festa.

    Umberto Polvara, Gruppo di Maggianico-Chiuso, Sezione di Lecco

    Caro Umberto, su L’Alpino abbiamo sempre uno spazio riservato alle Sezioni all’estero. Purtroppo il problema non è la visibilità sul giornale, ma l’affievolirsi dei Gruppi, esattamente come succede qui da noi, anche se da noi la consistenza dei numeri rende meno drammatico il calo. Se poi qualcuno andasse all’estero, basterebbe informarsi prima e prendere contatto una volta giunti sul posto. L’ho sperimentato più volte personalmente ed è stata sempre una esperienza gratificante.