Alla Colonna Mozza, come in un abbraccio

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    MIGLIAIA DI PENNE NERE AL PELLEGRINAGGIO SULL’ORTIGARA.

     

    La deposizione di una corona al cippo che ricorda i Caduti austro ungarici. Sullo sfondo la cima dell’Ortigara con la Colonna.

     

    Ogni pellegrinaggio ha una storia a sé e rinnova nell’animo degli alpini sentimenti mai sopiti. Quando il pellegrinaggio si svolge sull’Ortigara l’atmosfera è particolare, anche perché è impossibile non restare smarriti davanti al desolato spettacolo dell’altopiano devastato dai colpi delle artiglierie: immagini d’una tragedia che si intuisce terribile, in una montagna che ancora oggi, dopo più di ottant’anni, ci restituisce testimonianze e resti di combattenti. Ecco perché il rituale che ogni anno si ripete, ogni anno sembra acquistare maggior significato, anche in virtù della differenza fra quell’immane tragedia che fu la Grande Guerra e la realtà di oggi, che vede schierati l’uno accanto all’altro, sul comune fronte della pace, gli avversari di quei fronti di guerra lontani.
    Per il pellegrinaggio, la cima dell’Ortigara di buon mattino è stata meta di due colonne: una è partita in fuoristrada da Asiago e poi ha raggiunto la vetta percorrendo a piedi l’altopiano costellato da ruderi del comando austro ungarico; l’altra ha raggiunto l’Ortigara dal Lozze, dall’accampamento più a valle. Alla Colonna Mozza uno dei punti di riferimento della memoria degli alpini tantissimi, si sono raccolti come in un grande abbraccio, con il Labaro scortato dal presidente nazionale Beppe Parazzini, decine di vessilli e centinaia di gagliardetti e dopo la deposizione di una corona hanno assistito ad una S. Messa in suffragio dei Caduti celebrata dal cappellano don Rino Massella. Conclusa la celebrazione, gli alpini si sono trasferiti sulla cima attigua, dove è eretto un cippo a ricordo dei Caduti austroungarici e dove, presenti i rappresentanti della Croce Nera austriaca, è stata deposta una corona.
    La colonna si è quindi spostata sul fondovalle, alla spianata del Lozze dove c’è una cappella ossario e, poco distante, la colonna con la Madonna delle Nevi. Dopo l’alzabandiera e la lettura della lettera testamento di un sottotenente caduto proprio sull’Ortigara è stata celebrata una S. Messa accompagnata dal coro della sezione di Verona. Al termine, il presidente Parazzini ha ringraziato gli oltre tremila convenuti, ed in special modo gli alpini del picchetto che avevano reso gli onori, i sindaci e le rappresentanze militari. Ha auspicato che gli alpini in armi continuino a svolgere il loro addestramento sulle montagne, che sono la culla della memoria del nostro Corpo. (m.b.)

     

    (Fotoservizio di Guido Comandulli)