Al centro della storia

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    Verdi e morbide colline attraversate da un grande fiume, piccoli borghi e imponenti castelli e al centro una cittadina che è una vera perla di arte e storia: San Daniele del Friuli, terra del famoso prosciutto dal sapore inimitabile, frutto di una tradizione millenaria e di un microclima unico, ma anche luogo di grandi tradizioni culturali e libero comune fin dall’anno 1139. Si respira aria buona, aria di cultura e di benessere dovuto alla laboriosità e alla caparbietà della popolazione. Eppure poco più di un secolo fa su queste colline si è svolta una delle più cruente battaglie della Grande Guerra.

    Tra il 30 ottobre e il 3 novembre 1917, nella ritirata conseguente alla rotta di Caporetto, nell’area inclusa fra Ragogna, San Daniele del Friuli, Pinzano al Tagliamento e Forgaria nel Friuli, il Corpo d’Armata speciale del generale Antonino di Giorgio (brigate di fanteria Bologna, Lombardia, Lario, Barletta e unità minori, per circa 20.000 uomini con circa 120 pezzi d’artiglieria dotati di scarno munizionamento) combatté per alcuni giorni al fine di contenere l’attacco portato da quattro divisioni austrogermaniche.

    Queste forze, appoggiate da almeno 450 bocche da fuoco, avevano un ordine chiaro: valicare il maggior fiume friulano, incunearsi lungo la falda pedemontana pordenonese e tallonare il Regio Esercito Italiano nella pianura veneta, dove sarebbe stata scatenata l’offensiva di annientamento. Fu proprio la resistenza ad oltranza applicata dalle retroguardie, nella battaglia del Tagliamento a compromettere la riuscita della manovra austro-tedesca, consentendo la ritirata e la riorganizzazione del grosso dell’Esercito Italiano sulla linea del Piave. Nonostante sia stato dimenticato per decenni, quel sacrificio si rivelò determinante per gli esiti della Grande Guerra.

    Oltre alla battaglia dell’autunno 1917, nel Friuli collinare occorsero ulteriori importanti vicende legate alla Prima guerra mondiale e di cui si possono ancora apprezzare sorprendenti testimonianze come la costruzione dei forti e degli appostamenti per artiglierie negli anni 1909-1913, le azioni di spionaggio, il ruolo di retrovia e gli imponenti cantieri viari attivati nella prima fase della guerra, la costruzione dei trinceramenti della linea del Tagliamento tra il 1916 e il 1917, il coinvolgimento della popolazione civile per lavori e trasporti di carattere militare, il profondo impatto sociale della mobilitazione, il “profugato” vissuto da oltre la metà degli abitanti locali in seguito all’invasione austro-tedesca, l’anno della rigida occupazione imperiale e della fame per chi era rimasto, la costruzione delle fortificazioni austro-ungariche nel 1918, gli ultimi scontri nella giornata del 4 novembre 1918.

    Al centro di quest’area zeppa di ricordi e testimonianze tangibili di un’epopea di storia di fondamentale importanza per le vicende della Grande Guerra, nel 2007 venne fondato a San Giacomo di Ragogna (Udine), nel fabbricato della ex scuola Battistig destinato a centro culturale, il museo della Grande Guerra di Ragogna. Il lungimirante progetto del Comune di Ragogna, finanziato con fondi europei, ha consentito di valorizzare il patrimonio di cimeli e di studi storici costituito dalla famiglia Pascoli e di costituire un centro di riferimento regionale sul tema del Primo conflitto mondiale che attrae ogni anno migliaia di visitatori, ricercatori e appassionati non solo dal Friuli.

    Le modeste dimensioni dello spazio museale non sminuiscono il valore storico del suo contenuto che si articola su tre sezioni, oltre il corridoio destinato a esposizioni temporanee e l’ampia sala conferenze, che propongono un preciso percorso alla riscoperta della storia agevolato da pannelli illustrativi, rare immagini d’epoca, fotografie attuali e diorami. La prima e seconda sezione presentano una circostanziata ricostruzione delle vicende legate alla Grande Guerra nel Friuli collinare e il grande plastico in rilievo che ricalca la morfologia del campo di battaglia così come si presentava alla data del 31 ottobre 1917, con il Monte di Ragogna quasi privo di vegetazione di alto fusto, il posizionamento delle abitazioni dei vari paesi.

    La ricostruzione topografica eseguita in base a mappe del 1917 e su foto d’epoca ha consentito il posizionamento di ogni singolo edificio e della vegetazione con una approssimazione del 97%. Il plastico è poi completato con il dettaglio delle posizioni fortificate, le linee trincerate, le vie di approvvigionamento, i rispettivi schieramenti e i dettagli essenziali alla comprensione dei fatti d’arme che investirono questi luoghi. Significative si rivelano anche le ricostruzioni cartografico-cronologiche dei combattimenti, il compendio fotografico delle testimonianze più significative ancora osservabili sull’ex fronte tra il Monte Peralba e il Mar Adriatico e le note biografiche dei personaggi celebri che tra il 1915 e il 1918 si trovarono a operare nel settore del Medio Tagliamento.

    Il corridoio espositivo raccoglie una importante esposizione permanente dedicata ai graffiti della Grande Guerra, cioè le migliaia d’iscrizioni, epigrafi, lapidi, disegni effettuati dai soldati durante il conflitto, fotografati, catalogati e geo-referenziati dai volontari del Museo nella loro ventennale attività di ricerca.

    A fianco troviamo la raccolta delle locandine delle centinaia di iniziative storiche che vengono sfornate in continuazione a beneficio degli appassionati e che rappresentano il vero valore aggiunto di questo museo, un museo che vive del rapporto costante e appassionato tra i volontari del Gruppo Storico Friuli Collinare – Museo Grande Guerra di Ragogna, ed in primis Marco Pascoli, e le migliaia di appassionati di ogni età e provenienza che quasi ogni fine settimana sono invitati a partecipare alla visite guidate organizzate nei luoghi storici del Friuli collinare e occidentale, oltre a convegni e iniziative culturali di vario genere.

    La terza sezione museale è dedicata ai reperti del Risorgimento, delle guerre coloniali, del Secondo conflitto mondiale, della Guerra civile 1943 -1945 e in generale della storia militare europea. La sezione conta centinaia di reperti e alcuni pannelli illustrativi, tra cui la rappresentazione su linea del tempo delle vicende politico-militari conosciute dall’Italia nei suoi primi 150 anni di vita unitaria. Qui sono disponibili la biblioteca e l’archivio documentale.

    Il Museo si presta particolarmente alle visite di gruppi e scolaresche e invitiamo i gruppi alpini e tenere in considerazione questo autentico gioiello culturale quando finalmente si potrà riprendere a programmare le attività associative. Le visite guidate sono prenotabili anche fuori orario. Per informazioni e prenotazioni www.grandeguerra-ragogna.it

    Alberto Pieropan