7° Cisa: la linea guida indicata dal presidente.

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    7º Convegno della stampa alpina: la linea guida indicata dal presidente.

     

    La conclusione del convegno del convegno è toccata al presidente Beppe Parazzini, che rifacendosi al problema delle tariffe postali ha ricordato che la Sede nazionale si sta dando da fare, anche se ha constatato che le singole sezioni si stanno già organizzando per proprio conto. Per quanto riguarda la visibilità, benché non ci siano direttive precise, siamo d’accordo sulla necessità di avere un portale informatico, di organizzare conferenze stampa coinvolgendo anche le istituzioni (e ha citato la spedizione a Keren) per avere l’attenzione di giornali e televisioni locali. Visibilità ha detto è anche portare sempre il distintivo e applicare la vetrofania all’auto: una visibilità spicciola, ma pur sempre visibilità, che viene assicurata anche con il comportamento da galantuomini con una caratteristica: quando siamo in tanti facciamo cose egregie, diversamente da altri, che quando sono insieme fanno disastri .
    Il presidente ha trattato quindi il delicato problema degli amici degli alpini, già sollevato all’assemblea dei delegati l’anno scorso. Spero che venga riproposto in una nuova discussione , e ha ricordato che tutti tengono in gran considerazione gli amici degli alpini, che sono tali soprattutto quando non ci mettono a disagio con richieste che devono essere discusse in ambito associativo, senza forzarci la mano Ci sono tante possibilità per esaminare il problema, ma senza compromettere un rapporto che è stupendo sul quale serve ancora una riflessione .
    Visibilità ha proseguito è anche il Libro Verde: serve non solo a livello nazionale per sapere cosa fanno gruppi e sezioni, ma quando andiamo a Roma, come moneta di scambio in una società nella quale conta anche questa moneta. Dobbiamo mantenere il nostro spirito, ma adattarci alla realtà. Quando andiamo a
    fare un’adunata, muoviamo dai cinquanta ai novanta miliardi di vecchie lire: discorsi che ci mettono a disagio perché non siamo abituati a venderci, perché poi siamo attaccati ai valori. Tuttavia le Regioni, le Province, le città ci ospitano checché se ne dica, perché portiamo anche un apporto economico. Quindi, quando ci sono 15 sezioni che non rispondono alla richiesta di collaborare a compilare il Libro Verde, mi chiedo se facciano ancora parte della nostra Associazione!
    Ci sono persone che lavorano per realizzarlo: lo fanno con entusiasmo ma che fatica ad elaborare tutti quei dati… Per quanto riguarda i politici, abbiamo capito che dobbiamo stare attenti, avete ragione , ha detto Parazzini. Ma guardate che se c’è un’associazione che non ha paura di inquinarsi, ammesso che sia inquinamento, questa è l’ANA, che ha iscritti di tutti i colori. Il nostro dev’essere un rapporto sereno con le istituzioni e con i politici .
    E ha ricordato la proposta di un disegno di legge parlamentare che cita l’articolo 52 della Costituzione, recependo quanto è stato scritto su L’Alpino più volte sul dovere istituzionale di servire la Patria. E ha letto alcune frasi di questa proposta di legge: Il declino del senso civico della legalità e la crisi dei valori da più parti segnalata inducono a proporre un rafforzamento di tale adempimento al dovere istituzionale Parlano di crisi dei doveri, di solidarietà sociale ha osservato il presidente ma c’è anche il dovere costituzionale, il servizio civile nazionale obbligatorio di sei mesi, retribuito e infine anche il servizio militare volontario Quando siamo andati a Roma ultimamente, il primo firmatario di questo disegno di legge, lo stesso che ci aveva avversato in passato sulla difesa della leva, mi ha detto che me ne avrebbe mandato copia Dunque c’è stato un principio di ripensamento: senza illusioni da parte nostra, dobbiamo tuttavia tenere conto anche di questi cambiamenti di rotta. Non dobbiamo buttar via niente. Anche per la pagina sul giornale firmata da un partito che solidarizza con gli alpini in Afghanistan non dobbiamo sbilanciarci noi, chi vuole firma chi non lo vuole non firma, non spetta a noi sollevare questo problema . E ha continuato: Volontari, leva, sospensione della leva, alpinità: noi abbiamo già digerito che la leva obbligatoria è stata sospesa, lo abbiamo ripetuto spesso.
    Quello che non abbiamo capito è se le istituzioni vogliono mantenere le truppe alpine con le caratteristiche di truppe alpine o se le vogliono snaturare. Secondo noi, per gli impieghi fatti recentemente escluso l’Afghanistan le truppe alpine stavano o stanno per essere snaturate quando vengono impiegate per pattugliamenti di città e perfino interventi umanitari. Tutto perfetto, tutto apprezzabile, ma non ci sono più le esercitazioni d’alta montagna, tant’è che molti comandanti devono rosicchiare spazi per far fare alle truppe alpine l’addestramento come lo abbiamo fatto noi .